La Repubblica sciancata
Conta di più la Costituzione o il Partito? Per Bersani e gli altri della cosidetta sinistra del PD alla fine conterà di più il Partito e non si azzarderanno a votare contro le modifiche della Costituzione. Forse soltanto uno o due parlamentari si assenteranno o si asterranno. Sanno che l'indisciplina alle disposizioni del Partito si paga con la mancata rielezione. Non possono neppure contare sul loro prestigio personale e sul peso che hanno nell'elettorato dal momento che più che eletti si possono considerare "nominati". L'attuale legge elettorale trasferisce il potere di scelta dal popolo, dall'elettorato al partito o meglio alla segreteria del Partito. Siamo in piena dittatura della partitocrazia. Il segretario del Partito conta di più della Costituzione e del Presidente della Repubblica.
Intanto questa presidenza della Repubblica ha già annunziato tutta la sua debolezza approvando senza neppure tanto discutere la Job Act. La Job Act lede più di un principio costituzionale e sposta il rapporto di lavoro a vantaggio dei datori di lavoro e delle aziende. La dichiarazione di questo Presidente di essere garante dei giocatori non è sufficiente a tranquillizzarci prima di tutto perchè nel Parlamento c'è uno squilibrio a vantaggio della maggioranza e poi perchè non è detto che i due giocatori non abbiano entrambi torto rispetto le regole stabilite dalla Costituzione. Quindi il Capo dello Stato dovrebbe potere esprimere una sua idea sulle leggi anche se i duellanti in Parlamento dovessero essere d'accordo. Il Parlamento è un cadavere prima di tutto per il modo con il quale è stato eletto e che non lo legittima come rappresentante del popolo. Il premio di maggioranza sottrae seggi all'opposizione a vantaggio della maggioranza e lo sbarramento impedisce ai piccoli partiti di avere una loro rappresentanza. IL ricorso alla decretazione ed al voto di fiducia annichilisce del tutto la volontà del Parlamento dal momento che i deputati sanno che non votando la fiducia la pagano cara, molto cara.,
martedì 10 marzo 2015
domenica 8 marzo 2015
L'Impero Bianco
L'Impero Bianco
Ieri il presidente Usa Obama si è recato a Selma per ricordare sullo storico ponte di Martin Luter King la prima manifestazione collettiva dei neri d'America contro la segregazione e per la parità dei diritti. Si è lamentato del fatto che nonostante sia passato mezzo secolo la questione dei diritti dei neri non solo è sempre aperta ma continua a sanguinare. Almeno due tre volte l'anno un branco di assassini in divisa si avventa su un nero isolato e lo crivella di piombo inventandosi inverosimili accuse verso la vittima che non può più difendersi. Ho fatto caso che nei casi di omicidi di afroamericani non è mai un solo poliziotto a partecipare all'impresa ma si tratta sempre di un branco. Segno per me questo di premeditazione e di programmazione del delitto. Sono convinto che gli omicidi dei neri facciamo parte di un programma di controllo violento della popolazione afroamericana e che siano distribuiti tra i vari States.Questi omicidi non cesseranno perchè sono un pezzo del potere che la grande borghesia delle multinazionali esercita sulla popolazione di una nazione di trecentomilioni di abitanti che non è nazione e mai lo sarà fino a quando non ci sarà una rivoluzione radicale che cambi i rapporti tra le classi sociali. I quattro milioni di carcerati USA sono quasi tutti neri e questo non è certo indice di una maggiore propensione a delinquere antropologicamente connessa al colore della pelle quanto ad una repressione organizzata che trasforma in reato anche il semplicve attraversamento di una strada.
La leggenda americana nasconde accuratamente il genocidio dei pellirossa e racconta la guerra di indipendenza durata quattro anni dal 1860 al 1964 come guerra per l'abolizione della schiavitù e per la creazione di una America di uomini liberi. In effetti le cose non sono state come ci vengono raccontate. La guerra è stata crudelissima ed ha prodotto un nuovo rapporto tra gli States dell'Unione ma non ha cambiato molto la situazione degli afroamericani. E' vero che un nero a New York ha meno difficoltà a trovare un posto in cui urinare di un nero della Alabama. E' vero che nel Nord non ci sono stati i riti stragisti del KKK con croce in fiamme e cappuccio bianco. Ma la condizione generale dei neri non è cambiata sostanzialmente a nche se dentro le comunità afro si sono aperte delle finestre da una delle quali è uscito il Presidente Obama. Azzardo a dire che c'erano schiavi per i quali la libertà dal collare non ha migllorato la loro condizioni e si sono trovati nella necessità di cercarsi un pezzo di pane spesso senza trovarlo.
Il razzismo imperiale
Fate un esame anche superficiale di tutte le guerre e sono proprio tante fatte dagli USA dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. La seconda guerra mondiale è stata l'ultima guerra nella quale i soldati americani hanno combattuto con soldati di pelle bianca come la loro: i tedeschi ed i loro alleati. Dopo di allora tutte le guerre a cominciare da quella di Corea per finire alle otto o dieci in corso oggi nel mondo dallo Iraq all'Afghanistan alla Siria alla Libia allo Jemen sono state tutte guerre contro popolazioni di colore diverso da quello dei bianchi d'America.
C'è certamente una connessione tra l'aggressione alle popolazioni musulmane di colore olivastro o nero e gli omicidi di neri che si susseguono in america. La cultura generale del Paese è che bisogna combattere il terrorismo e questo viene identificato negli islamici dei quali nessuno è di colore bianco. In questa cultura generale del paese alimentata da un sistema massmediatico pervasivo ed impregnato dal pensiero unico liberista travano ricetto gli omicidi dei poliziotti e le condanne a morte dei tribunali che non rivedono un processo e non liberano un nero dalla orrenda morte di Stato neppure se le prove a suo favore sono schiaccianti.
Non è possibile immaginare una America giusta con tutti i suoi cittadini a cominciare dai neri senza un cambiamento radicale della sua politica mondiale. Uccidere come hanno fatto gli USA da dieci a venti milioni di cittadini islamici in un'area che è un quinto del pianeta è il contesto nel quale il poliziotto di Ferguson ritiene di non pensarci due volte prima di premere il grilletto ed uccidere.
Pietro Ancona
Ieri il presidente Usa Obama si è recato a Selma per ricordare sullo storico ponte di Martin Luter King la prima manifestazione collettiva dei neri d'America contro la segregazione e per la parità dei diritti. Si è lamentato del fatto che nonostante sia passato mezzo secolo la questione dei diritti dei neri non solo è sempre aperta ma continua a sanguinare. Almeno due tre volte l'anno un branco di assassini in divisa si avventa su un nero isolato e lo crivella di piombo inventandosi inverosimili accuse verso la vittima che non può più difendersi. Ho fatto caso che nei casi di omicidi di afroamericani non è mai un solo poliziotto a partecipare all'impresa ma si tratta sempre di un branco. Segno per me questo di premeditazione e di programmazione del delitto. Sono convinto che gli omicidi dei neri facciamo parte di un programma di controllo violento della popolazione afroamericana e che siano distribuiti tra i vari States.Questi omicidi non cesseranno perchè sono un pezzo del potere che la grande borghesia delle multinazionali esercita sulla popolazione di una nazione di trecentomilioni di abitanti che non è nazione e mai lo sarà fino a quando non ci sarà una rivoluzione radicale che cambi i rapporti tra le classi sociali. I quattro milioni di carcerati USA sono quasi tutti neri e questo non è certo indice di una maggiore propensione a delinquere antropologicamente connessa al colore della pelle quanto ad una repressione organizzata che trasforma in reato anche il semplicve attraversamento di una strada.
La leggenda americana nasconde accuratamente il genocidio dei pellirossa e racconta la guerra di indipendenza durata quattro anni dal 1860 al 1964 come guerra per l'abolizione della schiavitù e per la creazione di una America di uomini liberi. In effetti le cose non sono state come ci vengono raccontate. La guerra è stata crudelissima ed ha prodotto un nuovo rapporto tra gli States dell'Unione ma non ha cambiato molto la situazione degli afroamericani. E' vero che un nero a New York ha meno difficoltà a trovare un posto in cui urinare di un nero della Alabama. E' vero che nel Nord non ci sono stati i riti stragisti del KKK con croce in fiamme e cappuccio bianco. Ma la condizione generale dei neri non è cambiata sostanzialmente a nche se dentro le comunità afro si sono aperte delle finestre da una delle quali è uscito il Presidente Obama. Azzardo a dire che c'erano schiavi per i quali la libertà dal collare non ha migllorato la loro condizioni e si sono trovati nella necessità di cercarsi un pezzo di pane spesso senza trovarlo.
Il razzismo imperiale
Fate un esame anche superficiale di tutte le guerre e sono proprio tante fatte dagli USA dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. La seconda guerra mondiale è stata l'ultima guerra nella quale i soldati americani hanno combattuto con soldati di pelle bianca come la loro: i tedeschi ed i loro alleati. Dopo di allora tutte le guerre a cominciare da quella di Corea per finire alle otto o dieci in corso oggi nel mondo dallo Iraq all'Afghanistan alla Siria alla Libia allo Jemen sono state tutte guerre contro popolazioni di colore diverso da quello dei bianchi d'America.
C'è certamente una connessione tra l'aggressione alle popolazioni musulmane di colore olivastro o nero e gli omicidi di neri che si susseguono in america. La cultura generale del Paese è che bisogna combattere il terrorismo e questo viene identificato negli islamici dei quali nessuno è di colore bianco. In questa cultura generale del paese alimentata da un sistema massmediatico pervasivo ed impregnato dal pensiero unico liberista travano ricetto gli omicidi dei poliziotti e le condanne a morte dei tribunali che non rivedono un processo e non liberano un nero dalla orrenda morte di Stato neppure se le prove a suo favore sono schiaccianti.
Non è possibile immaginare una America giusta con tutti i suoi cittadini a cominciare dai neri senza un cambiamento radicale della sua politica mondiale. Uccidere come hanno fatto gli USA da dieci a venti milioni di cittadini islamici in un'area che è un quinto del pianeta è il contesto nel quale il poliziotto di Ferguson ritiene di non pensarci due volte prima di premere il grilletto ed uccidere.
Pietro Ancona
sabato 7 marzo 2015
La libia che abbiamo distrutto
La Libia che abbiamo distrutto
abbiamo fatto guerra alla Libia che era la nostra Lombardia del Sud che ci dava da mangiare e ci teneva in cima alla graduatoria dei PIL senza fiatare. Napolitano l'ha imposto a nome degli USA a Berlusconi facendogli capire che se non ubbidiva saltava. Abbiamo fatto tremila missioni di bombardamento sulla Libia. Abbiamo perso cinquanta miliardi annui da impor esport per permettere agli assassini americani di uccidere Gheddafi il grande statista che garantì quaranta anni di pace e di prosperità paradisiaca ai libici ed agli africani che ospitava a milioni.
Ora siamo alle prese con un problema biblico: l'arrivo di milioni di migranti e si chiede il blocco navale.
abbiamo agito contro gli interessi dell'Italia per compiacere il padrone americano. Lo stesso stiamo facendo con la Russia. Contro i nostri interessi partecipiano alll'embargo imposto dai grandi scrocconi sanguinari USA che invidiano la Russia ed il genio di Putin.
abbiamo fatto guerra alla Libia che era la nostra Lombardia del Sud che ci dava da mangiare e ci teneva in cima alla graduatoria dei PIL senza fiatare. Napolitano l'ha imposto a nome degli USA a Berlusconi facendogli capire che se non ubbidiva saltava. Abbiamo fatto tremila missioni di bombardamento sulla Libia. Abbiamo perso cinquanta miliardi annui da impor esport per permettere agli assassini americani di uccidere Gheddafi il grande statista che garantì quaranta anni di pace e di prosperità paradisiaca ai libici ed agli africani che ospitava a milioni.
Ora siamo alle prese con un problema biblico: l'arrivo di milioni di migranti e si chiede il blocco navale.
abbiamo agito contro gli interessi dell'Italia per compiacere il padrone americano. Lo stesso stiamo facendo con la Russia. Contro i nostri interessi partecipiano alll'embargo imposto dai grandi scrocconi sanguinari USA che invidiano la Russia ed il genio di Putin.
venerdì 6 marzo 2015
stalin
5 marzo 1953 - Giuseppe Stalin -
Muore Giuseppe Stalin, il più grande statista della storia del mondo che tradusse in uno Stato forte e generoso i principi del marxismo. Si inventò l'economia pianificata socialista articolata in piani quinquennali ognuno dei quali era un balzo prodigioso verso il futuro
Brevi cenni di biografia
www.resistenze.org - materiali resistenti - disponibili in linea - iper-biografie - 05.03.03
Testo messo a disposizione da Edizioni La Città del Sole conversione in html a cura del CCDP
Stalin: cenni biografici
tratto da Stalin - Opere Scelte – vol. I -
21 dicembre 1879
Giuseppe Vissarionovic Giugasvili nasce il 21 dicembre a Gori, un villaggio della Georgia. Suo padre, Vissarion Giugasvili, è calzonaio, la madre Caterina Gheoghievna è figlia di un contadino asservito.
Settembre 1888
Il piccolo Giuseppe Giugasvili entra nella scuola religiosa di Gori poiché, vista la sua intelligenza, i genitori intendono farlo studiare nonostante la loro povertà.
Giugno 1894
Termina brillantemente gli studi nella scuola di Gori.
Settembre 1894
Entra nel seminario di Tiflis, dove anche il padre, sopraffatto dalla concorrenza della produzione industriale, è costretto a trasferirsi per cercare lavoro come operaio salariato.
1894-1899
Il regime tirannico esistente nel seminario risveglia in Giuseppe Giugasvili, che si distingue per insofferenza di ogni forma di oppressione di ciò che si insegna al seminario, lo spirito della ribellione . Studia quanto è indispensabile per sostenere gli esami e si dedica invece allo studio di questioni più vive e alle più svariate letture. E´ questo il periodo della sua formazione iniziale come marxista e militante rivoluzionario.
Inizi del 1895
Giuseppe Giugasvili prende contatto con gruppi clandestini di marxisti rivoluzionari russi esiliati in Transcaucasia dal governo zarista. «Questi gruppi - disse in seguito Stalin - esercitarono su di me una forte influenza e mi dettero il gusto degli scritti marxisti clandestini». Inizia l´attività politica e dirige i circoli marxisti degli studenti.
1896
Giuseppe Giugasvili è alla testa dei gruppi marxisti che si formano nel seminario e inizia lo studio dei classici del marxismo. Legge il I° volume del Capitale, il Manifesto dei comunisti, il saggio di Engels sulle condizioni della classe operaia in Inghilterra e il saggio di Lenin Che cosa sono gli "amici del popolo" e come lottano contro i socialdemocratici. Già, alla scuola di Gori egli si era formato opinioni materialistiche e ateistiche grazie alla lettura di opere scientifiche. In seminario, oltre ai testi del marxismo, egli legge e studia Galileo e Copernico, Darwin, Feuerbach, Spinoza, Bielinski, Dobroliubov, Tolstoi, Dostojevski, Gogol, Cernicewski e altri classici e critici russi e stranieri. Nello stesso anno si mette in collegamento col circolo degli operai de1 tabacchificio.
Gennaio 1898
È incaricato di dirigere uno dei più importanti circoli marxisti di Tiflis: il Circolo operaio delle Officine ferroviarie principali.
Agosto 1898
Entra nell´organizzaione socialdemocratica rivoluzionaria georgiana «Messame dessi» e successivamente nell´organizzazione di Tiflis del Partito operaio Socialdemocratico della Russia. Prende posizione per la corrente marxista rivoluzionaria contro quella riformista legalitaria.
Dall´agosto 1898 al maggio 1899
Stalin continua il suo lavoro di propaganda e di organizzazione occupandosi particolarmente del circolo delle Officine ferroviarie. «In quel circolo - scriverà trenta anni dopo - ebbi la prima formazione di militante rivoluzionario». Nel seminario si incominciano a nutrire sospetti sul suo conto. Viene ripetutamente sorpreso a leggere libri proibiti, il suo bagaglio viene perquisito e i suoi libri sequestrati. Viene ammonito e punito.
27 maggio 1899
Viene espulso dal seminario per "idee sovversive" e propaganda del marxismo.
28 dicembre 1899
Dopo aver vissuto alcuni mesi dando lezioni, si impiega come osservatore calcolatore all´osservatorio astronomico di Tiflis, continuando la sua attività di propagandista, agitatore e organizzatore.
1900-1902
Si intensifica la lotta della minoranza rivoluzionaria nell´organizzazione socialdemocratica di Tiflis. Stalin e i suoi compagni passano dalla propaganda politica nei piccoli circoli operai al lavoro politico tra le grandi masse; organizzano piccole tipografie illegali, stampano e diffondono manifestini, creano nuove organizzazioni, dirigono gli scioperi e le prime manifestazioni politiche dei lavoratori; prendono contatti con i rappresentanti del gruppo leninista dell´Iskra.
23 aprile 1900
Alla periferia di Tiflis Stalin parla a una manifestazione operaia per il 1° Maggio.
Agosto 1900
Stalin dirige con Kalinin un grande sciopero alle Officine ferroviarie.
Gennaio 1901
Giunge nel Caucaso il primo numero dell´Iskra e Stalin fa proprie le idee e le direttive di Lenin circa la creazione del partito proletario.
21 marzo 1901
La polizia zarista perquisisce la camera di Stalin all´osservatorio di Tiflis.
28 marzo 1901
Saputo di un mandato di cattura spiccato contro di lui, Stalin abbandona l´Osservatorio e passa alla vita illegale. Da questo momento la lotta rivoluzionaria sarà l´unica sua attività.
Settembre 1901
Per iniziativa di Stalin e di Ketskhoveli esce a Baku il primo numero del giornale illlegale Brdzola (la lotta) in lingua georgiana, con lo stesso orientamento dell´lskra di Lenin. L´editoriale è di Stalin.
Novembre 1901
Stalin viene eletto membro del comitato dell´organizzazione socialdemocratica di Tiflis. Alla fine del mese, per incarico del comitato stesso, si reca a Batum dove organizza circoli operai nei principali stabilimenti industriali e costituisce l´organizzazione socialdemocratica.
31 dicembre 1901
La conferenza dei rappresentanti dei circoli operai elegge un comitato designando Stalin a dirigerne l´attività: è il comitato della corrente iskrista-leninista di Batum.
31 gennaio-17 febbraio 1902
Stalin dirige ora per ora e guida alla vittoria un grande sciopero allo stabilimento Mantascev. È costantemente fra gli operai e li aiuta risolvere tutte le questioni, anche minime, che si presentano nel corso della lotta; è alla loro testa quando scendono in strada e affrontano la polizia.
9 marzo 1902
Stalin guida una manifestazione imponente alla quale partecipano più di seimila persone. La truppa spara uccidendo quindici operai.
6 aprile 1902
È arrestato e rinchiuso nel carcere di Batum.
Dal carcere si collega con l´organizzazione del partito, ne dirige il lavoro, scrive manifestini, organizza piccoli movimenti fra i detenuti: «In carcere - dice Stalin - bisogna lavorare il doppio per uscirne più preparati».
Marzo 1903
Il Congresso dell´organizzazione socialdemocratica del Caucaso costituisce l´Unione del Caucaso del Partito Operaio Socialdemocratico della Russia. Stalin, benché si trovi in carcere, è eletto nel comitato direttivo.
Novembre 1903
Viene deportato nella Siberia orientale dove riceve una lettera di Lenin che gli espone il piano di lavoro per l´organizzazione del partito.
Gennaio 1904
Fugge dal luogo di deportazione. Fino al 1917 sarà arrestato e deportato per ben sei volte, e ogni volta riuscirà a fuggire e a riprendere con nuova lena l´attività rivoluzionaria.
Febbraio 1904
Stalin è a Tiflis e prende la direzione dell´Unione del Caucaso del POSDR.
Febbraio-dicembre 1904
Svolge un intenso lavoro di orientamento, di direzione e di costruzione del partito in tutta la Transcaucasia e dirige la lotta per la convocazione del III°Congresso.
13 dicembre 1904
Stalin è alla testa di un poderoso sciopero generale di 20 giorni scoppiato a Baku, il primo grande movimento del periodo della rivoluzione del 1905.
1905
A febbraio, in risposta ai provocatori zaristi che hanno causato un massacro, con devastazioni e saccheggi, fra tartari e armeni di Baku, e che tentano di provocare un massacro anche a Tiflis eccitando gli uni contro gli altri i cittadini delle varie nazionalità, l´organizzazione bolscevica diretta da Stalin organizza una grande manifestazione. Alcune migliaia di armeni, georgiani, tartari e russi si raccolgono nel recinto della cattedrale e si giurano aiuto reciproco. Il giorno dopo la manifestazione si rinnova: ottomila manifestanti partono dalla cattedrale ortodossa, si portano poi alla sinagoga, alla moschea, al cimitero persiano, rinnovando il giuramento di fraternità. La provocazione zarista è spezzata e un passo decisivo è compiuto sulla via dell´unione fra i lavoratori delle varie nazionalità del Caucaso.
La lV Conferenza bolscevica del Caucaso diretta da Stalin decide di intensificare la lotta per la preparazione dell´insurrezione e intensifica la lotta contro i menscevichi.
Alla I Conferenza generale dei bolscevichi che si tiene a Tammerfors incontra Lenin per la prima volta.
Aprile 1906
Stalin è delegato al IV Congresso del POSDR a Stoccolma e difende a fianco di Lenin, contro i menscevichi, la linea seguita dai bolscevichi nella rivoluzione.
Aprile-maggio 1907
Si reca a Londra per partecipare al V Congresso del POSDR. Al ritorno si reca a Baku dove si impegna a fondo nella lotta contro i menscevichi. Pubblica e dirige vari giornali, tra cui il Proletario di Baku.
Giugno-dicembre 1907
Stalin dirige la campagna elettorale, guida gli operai dell´industria petrolifera alla conclusione di un contratto collettivo, pubblica giornali, mobilita le masse in lotte politiche contro lo zarismo, quando su tutta la Russia pesa già la cappa della reazione. Lenin definisce gli operai di Baku guidati da Stalin «Gli ultimi mohicani dello sciopero politico di massa» . In tutto il periodo della ritirata del movimento operaio e democratico, Stalin si batte per difendere l´esistenza e l´integrità del partito contro coloro che vorrebbero liquidarlo: sostiene che anche nell´ora della ritirata bisogna rimanere al proprio posto «senza mai perdere la calma, la padronanza di sé, il sangue freddo e la prudenza».
25 marzo 1908
Stalin è nuovamente arrestato.
Febbraio 1909
Dopo otto mesi di carcere, viene deportato in un villaggio del governatorato di Vologda. Durante il viaggio si ammala di tifo.
24 giugno 1908
Stalin evade di nuovo. Si reca prima a Pietroburgo, poi ritorna a Baku dove riprende il suo lavoro e dirige la lotta contro i menscevichi che si pronunciano per la liquidazione del partito.
Inizio del 1910
Stalin viene nominato rappresentante del Comitato centrale del partito.
28 marzo 1910
È nuovamente arrestato.
Settembre 1910
Dopo sei mesi di carcere viene nuovamente deportato nel governatorato di Vologda
Luglio 1911
È autorizzato a trasferirsi nella città di Vologda.
7 settembre 1911
Elude la sorveglianza della polizia e si reca a Pietroburgo.
9 settebre 1911
È arrestato e nuovamente tradotto a Vologda.
Gennaio 1912
A Praga, alla VI Conferenza del partito, nella quale i menscevichi vengono espulsi e i bolscevichi si organizzano in partito indipendente, Stalin, benchè assente, viene chiamato a far parte del Comitato centrale del nuovo partito e incaricato della direzione del lavoro politico all´interno della Russia. Informato da Ordzonikidze, fugge dalla deportazione a cui è stato costretto nuovamente, ritorna nel Caucaso per organizzarvi il lavoro dei bolscevichi, e poi passa a Pietroburgo e fonda la Pravda (= verità), un giornale per la classe operaia, di orientamento e guida per le lotte di massa.
22 aprile 1912
Lo stesso giorno in cui esce il primo numero della Pravda con il suo articolo «I nostri scopi», viene di nuovo arrestato.
2 luglio 1912
Dopo più di due mesi di carcere, è deportato in Siberia da dove evade il 1° settembre. Il 12 dello stesso mese è di nuovo a Pietroburgo dove dirige la campagna per le elezioni alla IV Duma.
Settembre-novembre 1912
Stalin organizza la lotta contro i menscevichi liquidatori, organizza uno sciopero contro un abuso elettorale ai danni degli operai, elabora il mandato degli operai pietroburghesi al loro deputato, si reca a Mosca per stabilire i collegamenti con i nuovi deputati bolscevichi alla Duma.
Primi giorni di novembre 1912
Si reca a Cracovia dove è stato chiamato da Lenin per partecipare a una riunione. Rientra a Pietroburgo dove dirige per qualche tempo il lavoro del gruppo parlamentare bolscevico.
Dicembre 1912-gennaio 1913
Ritorna prima a Cracovia per una importante riunione del Comitato centrale, poi si trasferisce a Vienna dove fra l´altro scrive l´importante saggio teorico Il marxismo e la questione nazionale in cui si rivela conoscitore approfondito del problema dei rapporti tra le varie nazionalità. Al rientro a Pietroburgo, il 23 febbraio, è arrestato di nuovo e deportato prima nuovamente in Siberia, poi, per timore di una nuova evasione, in un piccolo villaggio oltre il circolo polare artico, da cui lo libererà la rivoluzione del febbraio 1917.
1914-1916
Durante la prigionia prende contatto con altri bolscevichi deportati in altre località dell´estremo nord e partecipa, sia pure da lontano, al dibattito sulla guerra imperialista e contro l´opportunismo della II Internazionale e di Plekhanov.
Dicembre 1916
È chiamato alle armi, ma la comrnissione di leva lo esornera dal servizio al fronte e lo invia ad Acinsk dove lo raggiunge la notizia della rivoluzione di febbraio.
Marzo 1917
Stalin torna a Pietrogrado, dove il partito lo incarica della direzione della Pravda e lo delega a far parte del Comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado. Mentre si attende il ritorno di Lenin dalla Svizzera, Stalin, insieme a Molotov, è alla testa della maggioranza del Comitato centrale, fa fronte alle tendenze opportuniste che si manifestano nel partito e che chiedono una politica di appoggio incondizionato al governo provvisorio.
Aprile 1917
Stalin accoglie alla stazione Lenin che torna dal lungo esilio ed è costantemente al suo fianco. Nella VII Conferenza del partito sostiene il piano rivoluzionario esposto nelle "tesi di aprile" che vengono approvate, con la prospettiva della lotta per il passaggio ininterrotto dalla rivoluzione democratica alla rivoluzione socialista. È in questo periodo che si acutizzano le divergenze e le contraddizioni contro il trotzkismo e l´opportunismo di Kamenev. Presenta anche un rapporto sulla questione nazionale riconfermando il diritto delle nazioni di decidere delle loro sorti e di costituirsi in Stati indipendenti. Dopo la Conferenza viene costituito l´ufficio politico del Comitato centrale del partito e Stalin è chiamato a farne parte. Si occupa attivamente della propaganda tra i soldati, scrive regolarmente sui giornali del partito, partecipa al lavoro del Comitato del partito di Pietrogrado, presenta un rapporto sul movimento nazionale e i reggimenti nazionali a una Conferenza militare del partito.
Giugno 1917
Organizza a Pietrogrado la grande manifestazione operaia del 18 giugno.
20 giugno 1917
Il I Congresso dei Soviet elegge Stalin membro del Comitato esecutivo centrale.
Luglio 1917
Dopo le giornate del luglio, Stalin contribuisce in modo decisivo a salvare Lenin, ricercato dalla polizia di Kerenski, impedendogli di costituirsi come volevano Kamenev, Rykov e Trotzky. Lenin è costretto a nascondersi, e, come dirà la Krupskaia nelle sue memorie, fu proprio Stalin a salvargli la vita convincendolo a non consegnarsi.
Fine luglio-agosto 1917
Lenin passa nell´illegalità, e Stalin, assieme a Sverdlov, dirige i lavori del Vl Congresso del Partito nel quale tiene il rapporto principale sull´attività del Comitato centrale e sulla situazione politica, fissando i compiti e la tattica del partito nella lotta per la rivoluzione socialista, sostenendo, in aspra polemica con i trotskisti, che la rivoluzione poteva vincere in Russia prima che in occidente. Il Congresso dà ragione alla tesi di Lenin e Stalin e decide la preparazione dell´insurrezione. Stalin mantiene i contatti del partito con Lenin, costretto a restare lontano da Pietrogrado, per organizzare la battaglia decisiva.
16 ottobre 1917
Il Comitato centrale costituisce il "Centro rivoluzionario militare", un organismo ristretto che ha il compito di preparare e dirigere l´insurrezione. Stalin viene posto alla testa di questo Centro.
24 ottobre 1917
Stalin respinge un attacco armato del governo di Kerenski contro il quotidiano del partito e pubblica l´articolo Che cosa ci occorre, che è un appello all´insurrezione.
25 ottobre 1917
Preso il potere con la vittoria della rivoluzione, Stalin entra a far parte del governo dei soviet come commissario del popolo per le questioni nazionali. Terrà questo incarico fino al 1923. È un posto decisivo per tutti i grandi avvenimenti che seguono e portano, via via, alla nascita delle repubbliche sovietiche dell´Ucraina, della Bielorussia, della Transcaucasia, dell´Asia Centrale, delle repubbliche e regioni autonome.
Novembre 1917-estate 1919
Oltre a portare avanti la sua azione nel governo sovietico, Stalin si impegna nelle lotte interne al partito e nella liquidazione di Kerenski e dei vecchi generali zaristi. Partecipa alla elaborazione della prima costituzione sovietica e, per incarico del Comitato centrale, organizza una conferenza di socialisti della corrente rivoluzionaria di vari partiti d´Europa e d´America. Sulla questione della pace di Brest-Litovsk è decisamente schierato con Lenin contro Trotski, le cui posizioni avventuriste consentono alla Germania di penetrare ancora più all´interno del territorio sovietico e ostacolano lo sviluppo dell´alleanza tra la classe operaia e i contadini-soldati che vogliono la pace. Nel marzo 1918 il VII Congresso del partito approva le posizioni di Lenin sulla questione della pace e nomina una commissione, sotto la direzione di Lenin, incaricata di elaborare il programma del partito. Stalin ne fa parte. Infine, iniziato l´intervento armato contro la rivoluzione, è impegnato continuamente sul fronte politico e militare per difendere il potere sovietico. Ha un ruolo di enorme importanza nella guerra civile partecipando direttamente alla conduzione delle operazioni militari su tutti i fronti: prima spezza l´offensiva delle truppe controrivoluzionarie bianche a Zaritzin (che poi prenderà il nome di Stalingrado); organizza la liberazione di Karkov e di Minsk; batte Kolciak sul fronte orientale; più tardi dirige la difesa di Leningrado; combatte sul fronte di Smolensk e, sul fronte meridionale, guida la controffensiva che annienta Denikin. Nell´offensiva contro le truppe polacche è commissario politico della leggendaria armata a cavallo di Budionny. Combatte in Crimea, ributtando a mare Wrangel e ponendo fine alla guerra civile.
Nel frattempo, nel novembre 1918, è stato chiamato a far parte del Consiglio della difesa dove esercita le funzioni di sostituto di Lenin. Nel marzo 1919 è nominato Commissario del popolo per il controllo statale e poi, nel 1921, dirigente del "Rabkin" (Ispezione operaia e contadina), organismo voluto da Lenin per la lotta al burocratismo e all´inefficienza. Terrà questo incarico fino all´aprile 1922 e, in quella responsabilità, organizza la più larga partecipazione dei lavoratori alla direzione dello Stato.
1921
Su proposta di Stalin, l´Armata Rossa entra in Georgia e stronca l´ultimo focolaio controrivoluzionario. Al termine della guerra civile, Stalin si impegna a fianco di Lenin nella lotta sul fronte interno del partito. Bisogna risolvere il problema di passare dal comunismo di guerra a una politica che incoraggi i contadini a produrre e permetta la ripresa economica del Paese. Contro i trotzkisti che vogliono ancora stringere la vite del comunismo di guerra, Stalin è in prima linea. Al X Congresso si oppone, insieme a Lenin, al tentativo di Trotsky di sottoporre gli operai ad una disciplina militare, sottolineando la necessità della persuasione, e che i sindacati siano scuola di comunismo. Il Congresso respinge anche le posizioni ultra-democraticistiche e anarcoidi della cosiddetta "Opposizione operaia" e proibisce i gruppi frazionisti. In questo periodo Stalin presenta anche una relazione per una politica che acceleri il progresso delle Repubbliche sovietiche arretrate.
3 aprile 1922
Il Comitato centrale del partito, su proposta di Lenin, elegge Stalin Segretario generale del Comitato centrale del Partito, nuova carica istituita dall´XI Congresso.
Aprile 1923
Stalin presenta la relazione del Comitato centrale al XII Congresso del partito, al quale Lenin, malato, non può partecipare; respinge le manovre dei trotzkisti e dei bukariniani che considerano la "NEP" (nuova politica economica) come una capitolazione; promuove la lotta contro le tendenze nazionalistiche.
21 gennaio 1924
Muore Lenin.
29 gennaio 1924
Stalin viene rieletto membro del Comitato esecutivo centrale dell´U.R.S.S.
23-31 maggio 1924
Stalin dirige i lavori del XIII Congresso del partito. Il 24 presenta al Congresso la relazione organizzativa del Comitato centrale. Il 29 viene rieletto membro del Comitato centrale.
2 giugno 1924
Alla riunione del Comitato centrale Stalin viene eletto membro dell´Ufficio politico, dell´Ufficio di organizzazione, della Segreteria e Segretario generale del C.C.
17 giugno-8 luglio 1924
Stalin partecipa attivamente ai lavori del V Congresso dell´Internazionale Comunista; viene eletto alla presidenza del Congresso stesso e chiamato a far parte delle principali commissioni e presiede i lavori di quella politica. Al termine del Congresso viene eletto membro del Comitato esecutivo dell´Internazionale e nella sua presidenza.
1924-1927
Guida la lotta del Partito contro le posizioni disfattiste dei trotzkisti che sostengono sia impossibile edificare il socialismo in URSS se prima non interviene la rivoluzione in Occidente. Stalin sostiene il principio leninista che è possibile costruire il socialismo anche in un solo paese e che la rivoluzione russa non deve "marcire" nell´attesa della rivoluzione in Occidente. Sconfigge anche le posizioni di Kemenev e Zinoviev che si oppongono all´industrializzazione dell´U.R.S.S. La lotta contro le posizioni del blocco trotzkista e zinovievista si conclude il 14 novembre 1927 con la espulsione dal partito di Trotzky e Zinoviev decisa in riunione congiunta dal Comitato centrale e dalle commissioni di controllo. Il XV Congresso del partito, nel dicembre successivo, approva la proposta di Stalin di superare il ritardo dell´agricoltura sovietica procedendo alla collettivizzazione attraverso il raggruppamento delle piccole aziende contadine.
1928-1929
Inizia l´offensiva dei contadini poveri e medi contro i "kulaki" (contadini ricchi) e contro il loro "sciopero del grano". Il Partito, diretto da Stalin, batte e respinge la deviazione di destra di Bucharin e Rykov, sostenitori della via capitalistica di sviluppo delle campagne ("arricchitevi"!). Viene approvato il primo piano quinquennale.
1930-1933
Stalin è impegnato nella realizzazione del piano quinquennale che, in realtà, raggiunge i suoi obbiettivi in quattro anni. Dopo l´andata al potere di Hitler, dà una precisa definizione del fascismo che è rimasta famosa: «dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario».
1934
Al XVII Congresso, il partito si presenta con un ricco bilancio di vittorie in tutti i campi. Ogni opposizione aperta è scomparsa. Di fronte agli incontestabili successi e all´inevitabile isolamento cui sarebbero condannati con una tattica di attacco aperto, i nemici del partito ricorrono all´azione clandestina, al sabotaggio e al terrorismo. Il 1° dicembre, a Leningrado, è assassinato Kirov, uno dei massimi dirigenti bolscevichi, stretto collaboratore e compagno di lotta di Stalin.
1935-1939
Al Comitato Centrale, Stalin afferma che bisogna respingere la teoria opportunista della estinzione della lotta di classe man mano che procede la costruzione del socialismo. Al contrario: i nemici di classe non disarmano e ricorrono a nuove e più disperate forme di lotta.
In questo periodo, il Partito e lo Stato sovietico, con una azione energica e con l´attivo contributo delle masse, smascherano e pongono fine all´attività controrivoluzionaria di spie, sabotatori e agenti del nemico infiltrati. Se vi sono eccessi, come Stalin stesso riconoscerà autocriticamente al XVIII Congresso, e che del resto erano inevitabili, nell´essenza il movimento di epurazione colpisce nel giusto e grazie ad esso il fronte interno si presenta più che mai solido di fronte alla guerra imminente. I legami del Partito con le masse si rafforzano e si estendono sempre di più. Il movimento stachanovista testimonia dell´attaccamento della classe operaia al potere sovietico, e del grande slancio nella edificazione del socialismo.
1935
Il VII Congresso dell´Internazionale Comunista, contro i pericoli di guerra rappresentati dal nazifascismo, lancia la parola d´ordine dei fronti popolari e della più ampia unità antifascista. L´URSS è alla testa nella denuncia e nello smascheramento delle manovre nazifasciste: avanza alla Società delle Nazioni precise proposte per il disarmo e la sicurezza collettiva, ma Francia e Inghilterra le respingono.
Novembre 1936
L´VIII Congresso dei Soviet approva il progetto di nuova Costituzione dell´URSS.
Aprile 1937
Il secondo piano quinquennale viene realizzato con nove mesi di anticipo.
1939
Il patto di non aggressione tra URSS e Germania spezza il tentativo delle potenze capitalisliche occidentali di dirottare le ambizioni naziste esclusivamente verso l´URSS, tentativo che aveva avuto nella vergognosa conclusione della conferenza di Monaco la più clamorosa manifestazione.
1941
Al momento dell´aggressione hitleriana l´URSS si è enormemente rafforzata e il fronte antifascista si è fatto molto più esteso. Il 6 maggio Stalin è nominato Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo. Il 22 giugno la Germania aggredisce l´URSS. Il 30 giugno Stalin è nominato presidente del Comitato di Difesa dello Stato e assume personalmente la direzione della guerra e di tutte le forze armate sovietiche. In un celebre discorso radiotrasmesso, esorta i popoli sovietici e di tutto il mondo alla resistenza e alla riscossa (3 luglio). Batte il tentativo di Hitler di occupare Mosca: per la prima volta, le armate naziste si vedono ricacciate indietro per oltre quattrocento chilometri.
1942
L´Esercito Rosso e il popolo, per ordine di Stalin, impegnano ogni energia nella gloriosa battaglia di Stalingrado: prima nella sua difesa strenua ed eroica, poi nella controffensiva che segna la svolta decisiva nella seconda guerra mondiale.
1943
Il 6 marzo il Presidium del Soviet Supremo dell´URSS nomina Stalin Maresciallo dell´Unione Sovietica. In agosto vengono già prese misure urgenti per la ricostruzione dei territori liberati dall´occupazione tedesca. A novembre Stalin partecipa con Roosevelt e Churchill alla Conferenza di Teheran nella quale viene approvata una dichiarazione sulle azioni di guerra comuni e sulla collaborazione delle tre potenze nel dopoguerra.
1944
Su proposta di Stalin, il Soviet supremo delI´URSS decide la costituzione di Commissariati del Popolo per gli esteri e per la difesa nelle singole repubbliche federali dell´Unione Sovietica.
1945
In gennaio, per aiutare gli alleati che sul fronte occidentale sono in pericolo nelle Ardenne, Stalin anticipa di otto giorni l´offensiva prevista sul fronte russo dal Baltico ai Carpazi. L´offensiva tedesca sul fronte occidentale viene interrotta. Churchill esprime "con tutta l´anima" la sua gratitudine a Stalin per "la gigantesca offensiva" sovietica.
In febbraio Stalin partecipa alla Conferenza di Yalta con i dirigenti degli Stati Uniti e dell´Inghilterra. Il 21 aprile firma un trattato di amicizia con la Repubblica polacca liberata.
L´Armata Rossa che ha sostenuto il principale peso militare della guerra - gli Alleati si sono decisi ad aprire un secondo fronte in Normandia solo nel giugno 1944 - giunge in una rapidissima avanzata fino nel cuore della Germania. II nazismo è sconfitto, a Berlino sventola la bandiera rossa.
Il 27 giugno Stalin viene nominato generalissimo dell´Unione Sovietica.
Dal 17 luglio al 2 agosto Stalin partecipa alla Conferenza di Potsdam dove sostiene l´applicazione delle misure pratiche tendenti a rendere stabile e solida la pace in Europa. Per accelerare la fine della guerra su tutti i fronti, a nome del governo sovietico, accetta di intervenire nella guerra contro il Giappone che si arrende il 2 settembre.
1946-1953
Stalin si dedica alla ricostruzione e allo sviluppo delle forze della società socialista e prepara il quarto piano quinquennale. L´imperialismo ha avviato la "guerra fredda" e Stalin ammonisce i fomentatori di guerre a desistere dalla loro azione. Chiede un controllo internazionale sull´energia atomica e riconferma la sua persuasione che la coesistenza pacifica dei due sistemi socialista e capitalista è possibile a condizione che i trattati internazionali vengano scrupolosamente rispettati, che l´indipendenza delle nazioni e la loro sovranità vengano difese, che le nazioni abbiano uguali diritti.
Denuncia il revisionismo di Tito e, nel frattempo, guida all´interno la rapida opera di ricostruzione e all´esterno il fronte mondiale dei popoli contro l´imperialismo. Orienta la politica sovietica verso il rispetto della sovranità e dell´indipendenza delle piccole nazioni e verso la coesistenza pacifica. Ma non rinuncia, però, ad un´attenta difesa del campo socialista, a rafforzare le forze che lottano per la pace e a sostenere la lotta dei lavoratori e dei popoli.
5 marzo1953
Il 5 marzo muore. In tutto il mondo la sua scomparsa suscita una emozione senza precedenti tra i rivoluzionari, i lavoratori e tutta l´umanità progressista.
Muore Giuseppe Stalin, il più grande statista della storia del mondo che tradusse in uno Stato forte e generoso i principi del marxismo. Si inventò l'economia pianificata socialista articolata in piani quinquennali ognuno dei quali era un balzo prodigioso verso il futuro
Brevi cenni di biografia
www.resistenze.org - materiali resistenti - disponibili in linea - iper-biografie - 05.03.03
Testo messo a disposizione da Edizioni La Città del Sole conversione in html a cura del CCDP
Stalin: cenni biografici
tratto da Stalin - Opere Scelte – vol. I -
21 dicembre 1879
Giuseppe Vissarionovic Giugasvili nasce il 21 dicembre a Gori, un villaggio della Georgia. Suo padre, Vissarion Giugasvili, è calzonaio, la madre Caterina Gheoghievna è figlia di un contadino asservito.
Settembre 1888
Il piccolo Giuseppe Giugasvili entra nella scuola religiosa di Gori poiché, vista la sua intelligenza, i genitori intendono farlo studiare nonostante la loro povertà.
Giugno 1894
Termina brillantemente gli studi nella scuola di Gori.
Settembre 1894
Entra nel seminario di Tiflis, dove anche il padre, sopraffatto dalla concorrenza della produzione industriale, è costretto a trasferirsi per cercare lavoro come operaio salariato.
1894-1899
Il regime tirannico esistente nel seminario risveglia in Giuseppe Giugasvili, che si distingue per insofferenza di ogni forma di oppressione di ciò che si insegna al seminario, lo spirito della ribellione . Studia quanto è indispensabile per sostenere gli esami e si dedica invece allo studio di questioni più vive e alle più svariate letture. E´ questo il periodo della sua formazione iniziale come marxista e militante rivoluzionario.
Inizi del 1895
Giuseppe Giugasvili prende contatto con gruppi clandestini di marxisti rivoluzionari russi esiliati in Transcaucasia dal governo zarista. «Questi gruppi - disse in seguito Stalin - esercitarono su di me una forte influenza e mi dettero il gusto degli scritti marxisti clandestini». Inizia l´attività politica e dirige i circoli marxisti degli studenti.
1896
Giuseppe Giugasvili è alla testa dei gruppi marxisti che si formano nel seminario e inizia lo studio dei classici del marxismo. Legge il I° volume del Capitale, il Manifesto dei comunisti, il saggio di Engels sulle condizioni della classe operaia in Inghilterra e il saggio di Lenin Che cosa sono gli "amici del popolo" e come lottano contro i socialdemocratici. Già, alla scuola di Gori egli si era formato opinioni materialistiche e ateistiche grazie alla lettura di opere scientifiche. In seminario, oltre ai testi del marxismo, egli legge e studia Galileo e Copernico, Darwin, Feuerbach, Spinoza, Bielinski, Dobroliubov, Tolstoi, Dostojevski, Gogol, Cernicewski e altri classici e critici russi e stranieri. Nello stesso anno si mette in collegamento col circolo degli operai de1 tabacchificio.
Gennaio 1898
È incaricato di dirigere uno dei più importanti circoli marxisti di Tiflis: il Circolo operaio delle Officine ferroviarie principali.
Agosto 1898
Entra nell´organizzaione socialdemocratica rivoluzionaria georgiana «Messame dessi» e successivamente nell´organizzazione di Tiflis del Partito operaio Socialdemocratico della Russia. Prende posizione per la corrente marxista rivoluzionaria contro quella riformista legalitaria.
Dall´agosto 1898 al maggio 1899
Stalin continua il suo lavoro di propaganda e di organizzazione occupandosi particolarmente del circolo delle Officine ferroviarie. «In quel circolo - scriverà trenta anni dopo - ebbi la prima formazione di militante rivoluzionario». Nel seminario si incominciano a nutrire sospetti sul suo conto. Viene ripetutamente sorpreso a leggere libri proibiti, il suo bagaglio viene perquisito e i suoi libri sequestrati. Viene ammonito e punito.
27 maggio 1899
Viene espulso dal seminario per "idee sovversive" e propaganda del marxismo.
28 dicembre 1899
Dopo aver vissuto alcuni mesi dando lezioni, si impiega come osservatore calcolatore all´osservatorio astronomico di Tiflis, continuando la sua attività di propagandista, agitatore e organizzatore.
1900-1902
Si intensifica la lotta della minoranza rivoluzionaria nell´organizzazione socialdemocratica di Tiflis. Stalin e i suoi compagni passano dalla propaganda politica nei piccoli circoli operai al lavoro politico tra le grandi masse; organizzano piccole tipografie illegali, stampano e diffondono manifestini, creano nuove organizzazioni, dirigono gli scioperi e le prime manifestazioni politiche dei lavoratori; prendono contatti con i rappresentanti del gruppo leninista dell´Iskra.
23 aprile 1900
Alla periferia di Tiflis Stalin parla a una manifestazione operaia per il 1° Maggio.
Agosto 1900
Stalin dirige con Kalinin un grande sciopero alle Officine ferroviarie.
Gennaio 1901
Giunge nel Caucaso il primo numero dell´Iskra e Stalin fa proprie le idee e le direttive di Lenin circa la creazione del partito proletario.
21 marzo 1901
La polizia zarista perquisisce la camera di Stalin all´osservatorio di Tiflis.
28 marzo 1901
Saputo di un mandato di cattura spiccato contro di lui, Stalin abbandona l´Osservatorio e passa alla vita illegale. Da questo momento la lotta rivoluzionaria sarà l´unica sua attività.
Settembre 1901
Per iniziativa di Stalin e di Ketskhoveli esce a Baku il primo numero del giornale illlegale Brdzola (la lotta) in lingua georgiana, con lo stesso orientamento dell´lskra di Lenin. L´editoriale è di Stalin.
Novembre 1901
Stalin viene eletto membro del comitato dell´organizzazione socialdemocratica di Tiflis. Alla fine del mese, per incarico del comitato stesso, si reca a Batum dove organizza circoli operai nei principali stabilimenti industriali e costituisce l´organizzazione socialdemocratica.
31 dicembre 1901
La conferenza dei rappresentanti dei circoli operai elegge un comitato designando Stalin a dirigerne l´attività: è il comitato della corrente iskrista-leninista di Batum.
31 gennaio-17 febbraio 1902
Stalin dirige ora per ora e guida alla vittoria un grande sciopero allo stabilimento Mantascev. È costantemente fra gli operai e li aiuta risolvere tutte le questioni, anche minime, che si presentano nel corso della lotta; è alla loro testa quando scendono in strada e affrontano la polizia.
9 marzo 1902
Stalin guida una manifestazione imponente alla quale partecipano più di seimila persone. La truppa spara uccidendo quindici operai.
6 aprile 1902
È arrestato e rinchiuso nel carcere di Batum.
Dal carcere si collega con l´organizzazione del partito, ne dirige il lavoro, scrive manifestini, organizza piccoli movimenti fra i detenuti: «In carcere - dice Stalin - bisogna lavorare il doppio per uscirne più preparati».
Marzo 1903
Il Congresso dell´organizzazione socialdemocratica del Caucaso costituisce l´Unione del Caucaso del Partito Operaio Socialdemocratico della Russia. Stalin, benché si trovi in carcere, è eletto nel comitato direttivo.
Novembre 1903
Viene deportato nella Siberia orientale dove riceve una lettera di Lenin che gli espone il piano di lavoro per l´organizzazione del partito.
Gennaio 1904
Fugge dal luogo di deportazione. Fino al 1917 sarà arrestato e deportato per ben sei volte, e ogni volta riuscirà a fuggire e a riprendere con nuova lena l´attività rivoluzionaria.
Febbraio 1904
Stalin è a Tiflis e prende la direzione dell´Unione del Caucaso del POSDR.
Febbraio-dicembre 1904
Svolge un intenso lavoro di orientamento, di direzione e di costruzione del partito in tutta la Transcaucasia e dirige la lotta per la convocazione del III°Congresso.
13 dicembre 1904
Stalin è alla testa di un poderoso sciopero generale di 20 giorni scoppiato a Baku, il primo grande movimento del periodo della rivoluzione del 1905.
1905
A febbraio, in risposta ai provocatori zaristi che hanno causato un massacro, con devastazioni e saccheggi, fra tartari e armeni di Baku, e che tentano di provocare un massacro anche a Tiflis eccitando gli uni contro gli altri i cittadini delle varie nazionalità, l´organizzazione bolscevica diretta da Stalin organizza una grande manifestazione. Alcune migliaia di armeni, georgiani, tartari e russi si raccolgono nel recinto della cattedrale e si giurano aiuto reciproco. Il giorno dopo la manifestazione si rinnova: ottomila manifestanti partono dalla cattedrale ortodossa, si portano poi alla sinagoga, alla moschea, al cimitero persiano, rinnovando il giuramento di fraternità. La provocazione zarista è spezzata e un passo decisivo è compiuto sulla via dell´unione fra i lavoratori delle varie nazionalità del Caucaso.
La lV Conferenza bolscevica del Caucaso diretta da Stalin decide di intensificare la lotta per la preparazione dell´insurrezione e intensifica la lotta contro i menscevichi.
Alla I Conferenza generale dei bolscevichi che si tiene a Tammerfors incontra Lenin per la prima volta.
Aprile 1906
Stalin è delegato al IV Congresso del POSDR a Stoccolma e difende a fianco di Lenin, contro i menscevichi, la linea seguita dai bolscevichi nella rivoluzione.
Aprile-maggio 1907
Si reca a Londra per partecipare al V Congresso del POSDR. Al ritorno si reca a Baku dove si impegna a fondo nella lotta contro i menscevichi. Pubblica e dirige vari giornali, tra cui il Proletario di Baku.
Giugno-dicembre 1907
Stalin dirige la campagna elettorale, guida gli operai dell´industria petrolifera alla conclusione di un contratto collettivo, pubblica giornali, mobilita le masse in lotte politiche contro lo zarismo, quando su tutta la Russia pesa già la cappa della reazione. Lenin definisce gli operai di Baku guidati da Stalin «Gli ultimi mohicani dello sciopero politico di massa» . In tutto il periodo della ritirata del movimento operaio e democratico, Stalin si batte per difendere l´esistenza e l´integrità del partito contro coloro che vorrebbero liquidarlo: sostiene che anche nell´ora della ritirata bisogna rimanere al proprio posto «senza mai perdere la calma, la padronanza di sé, il sangue freddo e la prudenza».
25 marzo 1908
Stalin è nuovamente arrestato.
Febbraio 1909
Dopo otto mesi di carcere, viene deportato in un villaggio del governatorato di Vologda. Durante il viaggio si ammala di tifo.
24 giugno 1908
Stalin evade di nuovo. Si reca prima a Pietroburgo, poi ritorna a Baku dove riprende il suo lavoro e dirige la lotta contro i menscevichi che si pronunciano per la liquidazione del partito.
Inizio del 1910
Stalin viene nominato rappresentante del Comitato centrale del partito.
28 marzo 1910
È nuovamente arrestato.
Settembre 1910
Dopo sei mesi di carcere viene nuovamente deportato nel governatorato di Vologda
Luglio 1911
È autorizzato a trasferirsi nella città di Vologda.
7 settembre 1911
Elude la sorveglianza della polizia e si reca a Pietroburgo.
9 settebre 1911
È arrestato e nuovamente tradotto a Vologda.
Gennaio 1912
A Praga, alla VI Conferenza del partito, nella quale i menscevichi vengono espulsi e i bolscevichi si organizzano in partito indipendente, Stalin, benchè assente, viene chiamato a far parte del Comitato centrale del nuovo partito e incaricato della direzione del lavoro politico all´interno della Russia. Informato da Ordzonikidze, fugge dalla deportazione a cui è stato costretto nuovamente, ritorna nel Caucaso per organizzarvi il lavoro dei bolscevichi, e poi passa a Pietroburgo e fonda la Pravda (= verità), un giornale per la classe operaia, di orientamento e guida per le lotte di massa.
22 aprile 1912
Lo stesso giorno in cui esce il primo numero della Pravda con il suo articolo «I nostri scopi», viene di nuovo arrestato.
2 luglio 1912
Dopo più di due mesi di carcere, è deportato in Siberia da dove evade il 1° settembre. Il 12 dello stesso mese è di nuovo a Pietroburgo dove dirige la campagna per le elezioni alla IV Duma.
Settembre-novembre 1912
Stalin organizza la lotta contro i menscevichi liquidatori, organizza uno sciopero contro un abuso elettorale ai danni degli operai, elabora il mandato degli operai pietroburghesi al loro deputato, si reca a Mosca per stabilire i collegamenti con i nuovi deputati bolscevichi alla Duma.
Primi giorni di novembre 1912
Si reca a Cracovia dove è stato chiamato da Lenin per partecipare a una riunione. Rientra a Pietroburgo dove dirige per qualche tempo il lavoro del gruppo parlamentare bolscevico.
Dicembre 1912-gennaio 1913
Ritorna prima a Cracovia per una importante riunione del Comitato centrale, poi si trasferisce a Vienna dove fra l´altro scrive l´importante saggio teorico Il marxismo e la questione nazionale in cui si rivela conoscitore approfondito del problema dei rapporti tra le varie nazionalità. Al rientro a Pietroburgo, il 23 febbraio, è arrestato di nuovo e deportato prima nuovamente in Siberia, poi, per timore di una nuova evasione, in un piccolo villaggio oltre il circolo polare artico, da cui lo libererà la rivoluzione del febbraio 1917.
1914-1916
Durante la prigionia prende contatto con altri bolscevichi deportati in altre località dell´estremo nord e partecipa, sia pure da lontano, al dibattito sulla guerra imperialista e contro l´opportunismo della II Internazionale e di Plekhanov.
Dicembre 1916
È chiamato alle armi, ma la comrnissione di leva lo esornera dal servizio al fronte e lo invia ad Acinsk dove lo raggiunge la notizia della rivoluzione di febbraio.
Marzo 1917
Stalin torna a Pietrogrado, dove il partito lo incarica della direzione della Pravda e lo delega a far parte del Comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado. Mentre si attende il ritorno di Lenin dalla Svizzera, Stalin, insieme a Molotov, è alla testa della maggioranza del Comitato centrale, fa fronte alle tendenze opportuniste che si manifestano nel partito e che chiedono una politica di appoggio incondizionato al governo provvisorio.
Aprile 1917
Stalin accoglie alla stazione Lenin che torna dal lungo esilio ed è costantemente al suo fianco. Nella VII Conferenza del partito sostiene il piano rivoluzionario esposto nelle "tesi di aprile" che vengono approvate, con la prospettiva della lotta per il passaggio ininterrotto dalla rivoluzione democratica alla rivoluzione socialista. È in questo periodo che si acutizzano le divergenze e le contraddizioni contro il trotzkismo e l´opportunismo di Kamenev. Presenta anche un rapporto sulla questione nazionale riconfermando il diritto delle nazioni di decidere delle loro sorti e di costituirsi in Stati indipendenti. Dopo la Conferenza viene costituito l´ufficio politico del Comitato centrale del partito e Stalin è chiamato a farne parte. Si occupa attivamente della propaganda tra i soldati, scrive regolarmente sui giornali del partito, partecipa al lavoro del Comitato del partito di Pietrogrado, presenta un rapporto sul movimento nazionale e i reggimenti nazionali a una Conferenza militare del partito.
Giugno 1917
Organizza a Pietrogrado la grande manifestazione operaia del 18 giugno.
20 giugno 1917
Il I Congresso dei Soviet elegge Stalin membro del Comitato esecutivo centrale.
Luglio 1917
Dopo le giornate del luglio, Stalin contribuisce in modo decisivo a salvare Lenin, ricercato dalla polizia di Kerenski, impedendogli di costituirsi come volevano Kamenev, Rykov e Trotzky. Lenin è costretto a nascondersi, e, come dirà la Krupskaia nelle sue memorie, fu proprio Stalin a salvargli la vita convincendolo a non consegnarsi.
Fine luglio-agosto 1917
Lenin passa nell´illegalità, e Stalin, assieme a Sverdlov, dirige i lavori del Vl Congresso del Partito nel quale tiene il rapporto principale sull´attività del Comitato centrale e sulla situazione politica, fissando i compiti e la tattica del partito nella lotta per la rivoluzione socialista, sostenendo, in aspra polemica con i trotskisti, che la rivoluzione poteva vincere in Russia prima che in occidente. Il Congresso dà ragione alla tesi di Lenin e Stalin e decide la preparazione dell´insurrezione. Stalin mantiene i contatti del partito con Lenin, costretto a restare lontano da Pietrogrado, per organizzare la battaglia decisiva.
16 ottobre 1917
Il Comitato centrale costituisce il "Centro rivoluzionario militare", un organismo ristretto che ha il compito di preparare e dirigere l´insurrezione. Stalin viene posto alla testa di questo Centro.
24 ottobre 1917
Stalin respinge un attacco armato del governo di Kerenski contro il quotidiano del partito e pubblica l´articolo Che cosa ci occorre, che è un appello all´insurrezione.
25 ottobre 1917
Preso il potere con la vittoria della rivoluzione, Stalin entra a far parte del governo dei soviet come commissario del popolo per le questioni nazionali. Terrà questo incarico fino al 1923. È un posto decisivo per tutti i grandi avvenimenti che seguono e portano, via via, alla nascita delle repubbliche sovietiche dell´Ucraina, della Bielorussia, della Transcaucasia, dell´Asia Centrale, delle repubbliche e regioni autonome.
Novembre 1917-estate 1919
Oltre a portare avanti la sua azione nel governo sovietico, Stalin si impegna nelle lotte interne al partito e nella liquidazione di Kerenski e dei vecchi generali zaristi. Partecipa alla elaborazione della prima costituzione sovietica e, per incarico del Comitato centrale, organizza una conferenza di socialisti della corrente rivoluzionaria di vari partiti d´Europa e d´America. Sulla questione della pace di Brest-Litovsk è decisamente schierato con Lenin contro Trotski, le cui posizioni avventuriste consentono alla Germania di penetrare ancora più all´interno del territorio sovietico e ostacolano lo sviluppo dell´alleanza tra la classe operaia e i contadini-soldati che vogliono la pace. Nel marzo 1918 il VII Congresso del partito approva le posizioni di Lenin sulla questione della pace e nomina una commissione, sotto la direzione di Lenin, incaricata di elaborare il programma del partito. Stalin ne fa parte. Infine, iniziato l´intervento armato contro la rivoluzione, è impegnato continuamente sul fronte politico e militare per difendere il potere sovietico. Ha un ruolo di enorme importanza nella guerra civile partecipando direttamente alla conduzione delle operazioni militari su tutti i fronti: prima spezza l´offensiva delle truppe controrivoluzionarie bianche a Zaritzin (che poi prenderà il nome di Stalingrado); organizza la liberazione di Karkov e di Minsk; batte Kolciak sul fronte orientale; più tardi dirige la difesa di Leningrado; combatte sul fronte di Smolensk e, sul fronte meridionale, guida la controffensiva che annienta Denikin. Nell´offensiva contro le truppe polacche è commissario politico della leggendaria armata a cavallo di Budionny. Combatte in Crimea, ributtando a mare Wrangel e ponendo fine alla guerra civile.
Nel frattempo, nel novembre 1918, è stato chiamato a far parte del Consiglio della difesa dove esercita le funzioni di sostituto di Lenin. Nel marzo 1919 è nominato Commissario del popolo per il controllo statale e poi, nel 1921, dirigente del "Rabkin" (Ispezione operaia e contadina), organismo voluto da Lenin per la lotta al burocratismo e all´inefficienza. Terrà questo incarico fino all´aprile 1922 e, in quella responsabilità, organizza la più larga partecipazione dei lavoratori alla direzione dello Stato.
1921
Su proposta di Stalin, l´Armata Rossa entra in Georgia e stronca l´ultimo focolaio controrivoluzionario. Al termine della guerra civile, Stalin si impegna a fianco di Lenin nella lotta sul fronte interno del partito. Bisogna risolvere il problema di passare dal comunismo di guerra a una politica che incoraggi i contadini a produrre e permetta la ripresa economica del Paese. Contro i trotzkisti che vogliono ancora stringere la vite del comunismo di guerra, Stalin è in prima linea. Al X Congresso si oppone, insieme a Lenin, al tentativo di Trotsky di sottoporre gli operai ad una disciplina militare, sottolineando la necessità della persuasione, e che i sindacati siano scuola di comunismo. Il Congresso respinge anche le posizioni ultra-democraticistiche e anarcoidi della cosiddetta "Opposizione operaia" e proibisce i gruppi frazionisti. In questo periodo Stalin presenta anche una relazione per una politica che acceleri il progresso delle Repubbliche sovietiche arretrate.
3 aprile 1922
Il Comitato centrale del partito, su proposta di Lenin, elegge Stalin Segretario generale del Comitato centrale del Partito, nuova carica istituita dall´XI Congresso.
Aprile 1923
Stalin presenta la relazione del Comitato centrale al XII Congresso del partito, al quale Lenin, malato, non può partecipare; respinge le manovre dei trotzkisti e dei bukariniani che considerano la "NEP" (nuova politica economica) come una capitolazione; promuove la lotta contro le tendenze nazionalistiche.
21 gennaio 1924
Muore Lenin.
29 gennaio 1924
Stalin viene rieletto membro del Comitato esecutivo centrale dell´U.R.S.S.
23-31 maggio 1924
Stalin dirige i lavori del XIII Congresso del partito. Il 24 presenta al Congresso la relazione organizzativa del Comitato centrale. Il 29 viene rieletto membro del Comitato centrale.
2 giugno 1924
Alla riunione del Comitato centrale Stalin viene eletto membro dell´Ufficio politico, dell´Ufficio di organizzazione, della Segreteria e Segretario generale del C.C.
17 giugno-8 luglio 1924
Stalin partecipa attivamente ai lavori del V Congresso dell´Internazionale Comunista; viene eletto alla presidenza del Congresso stesso e chiamato a far parte delle principali commissioni e presiede i lavori di quella politica. Al termine del Congresso viene eletto membro del Comitato esecutivo dell´Internazionale e nella sua presidenza.
1924-1927
Guida la lotta del Partito contro le posizioni disfattiste dei trotzkisti che sostengono sia impossibile edificare il socialismo in URSS se prima non interviene la rivoluzione in Occidente. Stalin sostiene il principio leninista che è possibile costruire il socialismo anche in un solo paese e che la rivoluzione russa non deve "marcire" nell´attesa della rivoluzione in Occidente. Sconfigge anche le posizioni di Kemenev e Zinoviev che si oppongono all´industrializzazione dell´U.R.S.S. La lotta contro le posizioni del blocco trotzkista e zinovievista si conclude il 14 novembre 1927 con la espulsione dal partito di Trotzky e Zinoviev decisa in riunione congiunta dal Comitato centrale e dalle commissioni di controllo. Il XV Congresso del partito, nel dicembre successivo, approva la proposta di Stalin di superare il ritardo dell´agricoltura sovietica procedendo alla collettivizzazione attraverso il raggruppamento delle piccole aziende contadine.
1928-1929
Inizia l´offensiva dei contadini poveri e medi contro i "kulaki" (contadini ricchi) e contro il loro "sciopero del grano". Il Partito, diretto da Stalin, batte e respinge la deviazione di destra di Bucharin e Rykov, sostenitori della via capitalistica di sviluppo delle campagne ("arricchitevi"!). Viene approvato il primo piano quinquennale.
1930-1933
Stalin è impegnato nella realizzazione del piano quinquennale che, in realtà, raggiunge i suoi obbiettivi in quattro anni. Dopo l´andata al potere di Hitler, dà una precisa definizione del fascismo che è rimasta famosa: «dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario».
1934
Al XVII Congresso, il partito si presenta con un ricco bilancio di vittorie in tutti i campi. Ogni opposizione aperta è scomparsa. Di fronte agli incontestabili successi e all´inevitabile isolamento cui sarebbero condannati con una tattica di attacco aperto, i nemici del partito ricorrono all´azione clandestina, al sabotaggio e al terrorismo. Il 1° dicembre, a Leningrado, è assassinato Kirov, uno dei massimi dirigenti bolscevichi, stretto collaboratore e compagno di lotta di Stalin.
1935-1939
Al Comitato Centrale, Stalin afferma che bisogna respingere la teoria opportunista della estinzione della lotta di classe man mano che procede la costruzione del socialismo. Al contrario: i nemici di classe non disarmano e ricorrono a nuove e più disperate forme di lotta.
In questo periodo, il Partito e lo Stato sovietico, con una azione energica e con l´attivo contributo delle masse, smascherano e pongono fine all´attività controrivoluzionaria di spie, sabotatori e agenti del nemico infiltrati. Se vi sono eccessi, come Stalin stesso riconoscerà autocriticamente al XVIII Congresso, e che del resto erano inevitabili, nell´essenza il movimento di epurazione colpisce nel giusto e grazie ad esso il fronte interno si presenta più che mai solido di fronte alla guerra imminente. I legami del Partito con le masse si rafforzano e si estendono sempre di più. Il movimento stachanovista testimonia dell´attaccamento della classe operaia al potere sovietico, e del grande slancio nella edificazione del socialismo.
1935
Il VII Congresso dell´Internazionale Comunista, contro i pericoli di guerra rappresentati dal nazifascismo, lancia la parola d´ordine dei fronti popolari e della più ampia unità antifascista. L´URSS è alla testa nella denuncia e nello smascheramento delle manovre nazifasciste: avanza alla Società delle Nazioni precise proposte per il disarmo e la sicurezza collettiva, ma Francia e Inghilterra le respingono.
Novembre 1936
L´VIII Congresso dei Soviet approva il progetto di nuova Costituzione dell´URSS.
Aprile 1937
Il secondo piano quinquennale viene realizzato con nove mesi di anticipo.
1939
Il patto di non aggressione tra URSS e Germania spezza il tentativo delle potenze capitalisliche occidentali di dirottare le ambizioni naziste esclusivamente verso l´URSS, tentativo che aveva avuto nella vergognosa conclusione della conferenza di Monaco la più clamorosa manifestazione.
1941
Al momento dell´aggressione hitleriana l´URSS si è enormemente rafforzata e il fronte antifascista si è fatto molto più esteso. Il 6 maggio Stalin è nominato Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo. Il 22 giugno la Germania aggredisce l´URSS. Il 30 giugno Stalin è nominato presidente del Comitato di Difesa dello Stato e assume personalmente la direzione della guerra e di tutte le forze armate sovietiche. In un celebre discorso radiotrasmesso, esorta i popoli sovietici e di tutto il mondo alla resistenza e alla riscossa (3 luglio). Batte il tentativo di Hitler di occupare Mosca: per la prima volta, le armate naziste si vedono ricacciate indietro per oltre quattrocento chilometri.
1942
L´Esercito Rosso e il popolo, per ordine di Stalin, impegnano ogni energia nella gloriosa battaglia di Stalingrado: prima nella sua difesa strenua ed eroica, poi nella controffensiva che segna la svolta decisiva nella seconda guerra mondiale.
1943
Il 6 marzo il Presidium del Soviet Supremo dell´URSS nomina Stalin Maresciallo dell´Unione Sovietica. In agosto vengono già prese misure urgenti per la ricostruzione dei territori liberati dall´occupazione tedesca. A novembre Stalin partecipa con Roosevelt e Churchill alla Conferenza di Teheran nella quale viene approvata una dichiarazione sulle azioni di guerra comuni e sulla collaborazione delle tre potenze nel dopoguerra.
1944
Su proposta di Stalin, il Soviet supremo delI´URSS decide la costituzione di Commissariati del Popolo per gli esteri e per la difesa nelle singole repubbliche federali dell´Unione Sovietica.
1945
In gennaio, per aiutare gli alleati che sul fronte occidentale sono in pericolo nelle Ardenne, Stalin anticipa di otto giorni l´offensiva prevista sul fronte russo dal Baltico ai Carpazi. L´offensiva tedesca sul fronte occidentale viene interrotta. Churchill esprime "con tutta l´anima" la sua gratitudine a Stalin per "la gigantesca offensiva" sovietica.
In febbraio Stalin partecipa alla Conferenza di Yalta con i dirigenti degli Stati Uniti e dell´Inghilterra. Il 21 aprile firma un trattato di amicizia con la Repubblica polacca liberata.
L´Armata Rossa che ha sostenuto il principale peso militare della guerra - gli Alleati si sono decisi ad aprire un secondo fronte in Normandia solo nel giugno 1944 - giunge in una rapidissima avanzata fino nel cuore della Germania. II nazismo è sconfitto, a Berlino sventola la bandiera rossa.
Il 27 giugno Stalin viene nominato generalissimo dell´Unione Sovietica.
Dal 17 luglio al 2 agosto Stalin partecipa alla Conferenza di Potsdam dove sostiene l´applicazione delle misure pratiche tendenti a rendere stabile e solida la pace in Europa. Per accelerare la fine della guerra su tutti i fronti, a nome del governo sovietico, accetta di intervenire nella guerra contro il Giappone che si arrende il 2 settembre.
1946-1953
Stalin si dedica alla ricostruzione e allo sviluppo delle forze della società socialista e prepara il quarto piano quinquennale. L´imperialismo ha avviato la "guerra fredda" e Stalin ammonisce i fomentatori di guerre a desistere dalla loro azione. Chiede un controllo internazionale sull´energia atomica e riconferma la sua persuasione che la coesistenza pacifica dei due sistemi socialista e capitalista è possibile a condizione che i trattati internazionali vengano scrupolosamente rispettati, che l´indipendenza delle nazioni e la loro sovranità vengano difese, che le nazioni abbiano uguali diritti.
Denuncia il revisionismo di Tito e, nel frattempo, guida all´interno la rapida opera di ricostruzione e all´esterno il fronte mondiale dei popoli contro l´imperialismo. Orienta la politica sovietica verso il rispetto della sovranità e dell´indipendenza delle piccole nazioni e verso la coesistenza pacifica. Ma non rinuncia, però, ad un´attenta difesa del campo socialista, a rafforzare le forze che lottano per la pace e a sostenere la lotta dei lavoratori e dei popoli.
5 marzo1953
Il 5 marzo muore. In tutto il mondo la sua scomparsa suscita una emozione senza precedenti tra i rivoluzionari, i lavoratori e tutta l´umanità progressista.
un viaggio a Mosca
Un viaggio a Mosca
pur essendo stata la Russia invasa diverse volte dall'Italia nel corso di due secoli non si capisce per quale ragione conserva un rapporto di simpatia quasi sentimentale con il nostro paese. Forse per i legami che unirono la intellighentia culturale russa dell'ottocento all'Italia, forse perchè Firenze Venezia Napoli Capri furono mete della aristocrazia russa, forse per l'amore dei russi per l'opera lirica e per le melodie napoletane. Fatto sta che l'abbiamo aggredito partecipando alla invasione napoleonica e poi nel 1917 con una armata controrivoluzionaria sbarcata a Vladivostock ed ivi rimasta per quattro anni e poi ancora con Hitler nel 1941.
I russi nel corso degli ultimi due secoli sono venuti in Italia in viaggi di piacere o di studio. Noi siamo stati in Russia armati al servizio di suoi nemici come Napoleone e Hitler. Ieri ci siamo recati a Mosca per conto di Obama che vuole un favore dai russi,
Ieri c'è stato l'incontro tra Renzi e Putin. A parte la sgradevole ruffianata dei fiori portati al lenone Nemtsovfatto fuori da una gang di suoi rivali il colloquio ha avuto toni assai diversi dal clima di ostilità rancorosa che gli USA hanno imposto a tutti i loro alleati nei rapporti con la Russia e con Putin che si vuole morto. Renzi ha chiesto aiuto alla Russia per la questione libica (gli occidentali hanno bisogno dello sta bene del consiglio di sicurezza) per invadere per la seconda volta dopo quattro anni la Libia ed il cambio ha offerto una posizione di apertura sulla Ucraina proponendo una soluzione del genere Alto Adige in Italia. La missione a Mosca è stata certamente ordinata da Obama che vuole portare aiuto a qualunque costo al governo filooccidentale di Tripoli. Deve essere importante per i piani della Casa Bianca ottenere questa apertura da Mosca che non si "abbassa" a chiedere direttamente.
Putin è oggetto di aggressioni di ogni genere da parte degli occidentali. Si è fatta financo una campagna per un suo presunto autismo. L'omicidio del lenone è maturato in un clima di grandissimo odio per una Russia che non si piega allo assedio internazionale ed alle sanzioni. L'offerta che Renzi ha fatto sulla Ucraina è priva di consistenza perchè le decisioni non spettano a lui ma ad Obama. Insomma
il viaggio sarebbe stato una cosa bella e positiva se non fosse stato commissionato dalla Casa Bianca e se l'Italia fosse sovrana . . Casa Bianca che non vuole la pace con la Russia e che spinge per l'adesione della Ucraina nella UE e quindi nella Nato.
pur essendo stata la Russia invasa diverse volte dall'Italia nel corso di due secoli non si capisce per quale ragione conserva un rapporto di simpatia quasi sentimentale con il nostro paese. Forse per i legami che unirono la intellighentia culturale russa dell'ottocento all'Italia, forse perchè Firenze Venezia Napoli Capri furono mete della aristocrazia russa, forse per l'amore dei russi per l'opera lirica e per le melodie napoletane. Fatto sta che l'abbiamo aggredito partecipando alla invasione napoleonica e poi nel 1917 con una armata controrivoluzionaria sbarcata a Vladivostock ed ivi rimasta per quattro anni e poi ancora con Hitler nel 1941.
I russi nel corso degli ultimi due secoli sono venuti in Italia in viaggi di piacere o di studio. Noi siamo stati in Russia armati al servizio di suoi nemici come Napoleone e Hitler. Ieri ci siamo recati a Mosca per conto di Obama che vuole un favore dai russi,
Ieri c'è stato l'incontro tra Renzi e Putin. A parte la sgradevole ruffianata dei fiori portati al lenone Nemtsovfatto fuori da una gang di suoi rivali il colloquio ha avuto toni assai diversi dal clima di ostilità rancorosa che gli USA hanno imposto a tutti i loro alleati nei rapporti con la Russia e con Putin che si vuole morto. Renzi ha chiesto aiuto alla Russia per la questione libica (gli occidentali hanno bisogno dello sta bene del consiglio di sicurezza) per invadere per la seconda volta dopo quattro anni la Libia ed il cambio ha offerto una posizione di apertura sulla Ucraina proponendo una soluzione del genere Alto Adige in Italia. La missione a Mosca è stata certamente ordinata da Obama che vuole portare aiuto a qualunque costo al governo filooccidentale di Tripoli. Deve essere importante per i piani della Casa Bianca ottenere questa apertura da Mosca che non si "abbassa" a chiedere direttamente.
Putin è oggetto di aggressioni di ogni genere da parte degli occidentali. Si è fatta financo una campagna per un suo presunto autismo. L'omicidio del lenone è maturato in un clima di grandissimo odio per una Russia che non si piega allo assedio internazionale ed alle sanzioni. L'offerta che Renzi ha fatto sulla Ucraina è priva di consistenza perchè le decisioni non spettano a lui ma ad Obama. Insomma
il viaggio sarebbe stato una cosa bella e positiva se non fosse stato commissionato dalla Casa Bianca e se l'Italia fosse sovrana . . Casa Bianca che non vuole la pace con la Russia e che spinge per l'adesione della Ucraina nella UE e quindi nella Nato.
giovedì 5 marzo 2015
mattinale
I fiori di Renzi per Nemtsov (ordinatigli da Obama)
Fiori propagandistici ed offensivi verso Putin. Il signorino è a Mosca su commissione di Obama per indurre Putin a non bloccare con il suo veto l'intervento dell'Onu in Libia. Spero che Putin non gli faccia questo favore. L'intervento dell'ONU non avverrebbe nell'interesse del popolo libico ma della sua frazione filooccidentale, la stessa che ha assassinato Gheddafi assieme ad Obama,.Sarcozy e Cameron
Di che cosa viveva l'eroe Boris Nemtsov
Si sa di Boris Nemtsov che era laureato in fisica e che faceva politica. Ma non si sa di che cosa vivesse, quale fosse il suo mestiere, insomma da dove ricavava i soldi per mantenere i quattro figli la moglie ed il suo dissoluto stile di vita.
E se fosse stato coinvolto nel traffico di ragazze ucraine verso l'Occidente.?Si sa che la prostituzione di ragazze ucraine è uno dei capitoli più importanti del bilancio di Kiev.?
Traffico inesistente nei 70 anni di comunismo di cui ha goduto l'Ucraina nell'URSS quando le ragazze non avevano alcun bisogno di vendere il loro corpo ei di finire vittima del racket del sesso.
E se il nostro eroe venerato da tutto l'Occidente fosse vittima di una
qualche vendetta del racket di Kiev? A quale banda ha pestato i piedi Boris?
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La ragazza ucraina che accompagnava Nemtsov risponde a monosillabi alle domande che le rivolgono sullo assassinio del suo amico. Non ha sprecato una sola lacrima.
Comportamento di chi è terrorizzato e probabilmente intuisce la verità sugli assassini dell'uomo politico.
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La ragazza ucraina che accompagnava Nemtsov risponde a monosillabi alle domande che le rivolgono sullo assassinio del suo amico. Non ha sprecato una sola lacrima.
Comportamento di chi è terrorizzato e probabilmente intuisce la verità sugli assassini dell'uomo politico.
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Al servizio dell'occidente e delle multinazionali
il politico ucciso assieme a suo degno compare Eltsin quando distrussero l'URSS dopo avere bombardato il Palazzo del Parlamento (la "democrazia" che uccide a cannonate "la dittatura"") e saccheggiarono l'URSS dei suoi tesori con le privatizzazioni selvagge.
Durante il governo Eltsin-Nemtsov la popolazione russa ebbe la regressione demografica pi imponente della sua storia. Perdette all'incirca il dieci per cento della popolazione, circa quindici milioni di persone. Da allora ad oggi la bilancia demografica non si è ancora normalizzata.
La famiglia Eltsin presente al funerale di Nemtsov si è arricchita smisuratamente e trascorre parte del suo tempo in albergo a 7 stelle nei luoghi più esclusivi del pianeta.
Stalin, Stalin, Stalin!!
il politico ucciso assieme a suo degno compare Eltsin quando distrussero l'URSS dopo avere bombardato il Palazzo del Parlamento (la "democrazia" che uccide a cannonate "la dittatura"") e saccheggiarono l'URSS dei suoi tesori con le privatizzazioni selvagge.
Durante il governo Eltsin-Nemtsov la popolazione russa ebbe la regressione demografica pi imponente della sua storia. Perdette all'incirca il dieci per cento della popolazione, circa quindici milioni di persone. Da allora ad oggi la bilancia demografica non si è ancora normalizzata.
La famiglia Eltsin presente al funerale di Nemtsov si è arricchita smisuratamente e trascorre parte del suo tempo in albergo a 7 stelle nei luoghi più esclusivi del pianeta.
Stalin, Stalin, Stalin!!
Stalin
si è inventato ed ha realizzato lo Stato Comunista. Nessuno aveva mai sperimentato la realizzazione della teoria di Carlo Marx prima di Lenin e di lui. Ancora oggi, dopo la fine dell'URSS dovuta a tradimento dei vertici burocratici che fecero un vero e proprio colpo di stato assediando e bruciando la Duma,le cose lasciate dalla economia comunista del boilscevismo permette alla Russia di andare avanti e di resistere difronte al predone imperialista che vorrebbe azzannarla e sbranarla.
Si è scoperto che la capacità di accumulazione dello Stato Coimunista è strepitosa ed in cinque anni realizza quello che il capitalismo realizza in cinquanta anni.
Unione Europea
Quattrocento milioni di lavoratori europei stavano meglio di quanto stiano oggi. Tutti i lavoratori dell'Europa Orientale erano garantiti dalla nascita alla morte dal comunismo. I lavoratori dell'Europa Occidentale godevano dei benefici della socialdemocrazia quando era ancora degna di questo nome specialmente nei paesi scandinavi.
Ora abbiamo quattrocento milioni di infelici destinati ad una povertà crescente.
si è inventato ed ha realizzato lo Stato Comunista. Nessuno aveva mai sperimentato la realizzazione della teoria di Carlo Marx prima di Lenin e di lui. Ancora oggi, dopo la fine dell'URSS dovuta a tradimento dei vertici burocratici che fecero un vero e proprio colpo di stato assediando e bruciando la Duma,le cose lasciate dalla economia comunista del boilscevismo permette alla Russia di andare avanti e di resistere difronte al predone imperialista che vorrebbe azzannarla e sbranarla.
Si è scoperto che la capacità di accumulazione dello Stato Coimunista è strepitosa ed in cinque anni realizza quello che il capitalismo realizza in cinquanta anni.
Unione Europea
Quattrocento milioni di lavoratori europei stavano meglio di quanto stiano oggi. Tutti i lavoratori dell'Europa Orientale erano garantiti dalla nascita alla morte dal comunismo. I lavoratori dell'Europa Occidentale godevano dei benefici della socialdemocrazia quando era ancora degna di questo nome specialmente nei paesi scandinavi.
Ora abbiamo quattrocento milioni di infelici destinati ad una povertà crescente.
mercoledì 4 marzo 2015
Ci saranno altre gravi provocazioni
Ci saranno
altre gravi provocazioni
Purtroppo la Russia è sola difronte al
sistema occidentale. Tutta la batteria massmediatica dell'Occidente è scattata
come un solo uomo e con sfumature minime tra le posizioni più intransigenti e le
altre nell' addossare al "regime" di Putin la uccisione di Boris Nemtsov. Anche
Mattarella ancor più di Renzi si è allineato alla posizione di criminalizzazione
di Putin. Bisogna inoltre dire che la Quinta Colonna che l'Occidente tiene in
Russia sin dal 1917 è molto efficiente e deve essere molto ben finanziata. La
manifestazione di ieri era ricchissima di materiale propagandistico anche
abbastanza costoso come le migliaia di gigantografie della foto del defunto.
Il quale defunto era viceministro di Eltsin e partecipò allo squartamento della URSS che in una sola notte perdette cinque milioni di chilometri quadrati di territorio dalla Ucraina alla Georgia alla Bielorussia....
Nemtsov era uomo dell'occidente. La sua uccisione dà agli USA più vantaggi di quanti ne dava la sua azione da vivo minoritaria ed abbastanza bruciata. Per questo gli Usa hanno deciso di sacrificarlo.
A Putin venne attribuito l'abbattimento dell'aereo di linea malese e nonostante sia chiarissima la responsabilità del governo nazista di Kiev la Russia è stata sanzionata e sta subendo conseguenze gravi. L'Europa tra la difesa dei propri interessi economici e l'obbedienza alla linea di scontro con la Russia degli USA ha scelto la seconda. La nostra Mogherini non si adegua e non è abbastanza aggressiva verso Putin e per questo la fanno contare sempre di meno fino a quando la faranno fuori. L'Europa della Merkel, di Cameron e di Holland ha bisogno di un ministro degli esteri capace di provocare la Russia.
La manifestazione di ieri ha testato la potenza della quinta colonna interna alla Russia. Purtroppo Putin non è Stalin che mise l'URSS al riparo di Hitler con i processi del 36 e le condanne a morte dei congiurati. La quinta colonna è forte ed è molto ben finanziata come abbiamo visto dagli striscioni e dalle gigantografie esibite ieri al funerale di Nemtsov.
Scoprire o no il colpevole materiale dello assassinio non ha importanza dal momento che si attribuisce al "clima" creato da Putin l'omicidio. Coloro che logicamente pensano ad una provocazione della Cia vengono definiti complottisti. Tutta l'informazione occidentale punta il dito su Putin e ne
chiede a viva voce la testa. In verità l'Occidente vuole il controllo della Russia e se riesce ad influenzare la successione di Putin avremo altri milioni di chilometri quadrati di territorio che voleranno verso l'area di influenza occidentale. Abbiamo visto che cosa sta succedendo nell'Ucraina diventata protettorato degli USA. Un porto nelle vicinanze di Odessa è stato acquistato da una multinazionale USA.
Dobbiamo aspettarci il peggio. L'Impero lavora notte e giorno contro il mondo e non mollerà la Russia che sta tentando di dilaniare. Gli Usa non vogliono la pace né con il mondo arabo e neppure con la Russia anche se fanno fare le guerre ad altri dal momento che i loro marines tornano a casa in preda a gravi malattie mentali per l'abuso di droghe e per la terribile pressione subita dal loro Esercito di cultura nazista.
Il quale defunto era viceministro di Eltsin e partecipò allo squartamento della URSS che in una sola notte perdette cinque milioni di chilometri quadrati di territorio dalla Ucraina alla Georgia alla Bielorussia....
Nemtsov era uomo dell'occidente. La sua uccisione dà agli USA più vantaggi di quanti ne dava la sua azione da vivo minoritaria ed abbastanza bruciata. Per questo gli Usa hanno deciso di sacrificarlo.
A Putin venne attribuito l'abbattimento dell'aereo di linea malese e nonostante sia chiarissima la responsabilità del governo nazista di Kiev la Russia è stata sanzionata e sta subendo conseguenze gravi. L'Europa tra la difesa dei propri interessi economici e l'obbedienza alla linea di scontro con la Russia degli USA ha scelto la seconda. La nostra Mogherini non si adegua e non è abbastanza aggressiva verso Putin e per questo la fanno contare sempre di meno fino a quando la faranno fuori. L'Europa della Merkel, di Cameron e di Holland ha bisogno di un ministro degli esteri capace di provocare la Russia.
La manifestazione di ieri ha testato la potenza della quinta colonna interna alla Russia. Purtroppo Putin non è Stalin che mise l'URSS al riparo di Hitler con i processi del 36 e le condanne a morte dei congiurati. La quinta colonna è forte ed è molto ben finanziata come abbiamo visto dagli striscioni e dalle gigantografie esibite ieri al funerale di Nemtsov.
Scoprire o no il colpevole materiale dello assassinio non ha importanza dal momento che si attribuisce al "clima" creato da Putin l'omicidio. Coloro che logicamente pensano ad una provocazione della Cia vengono definiti complottisti. Tutta l'informazione occidentale punta il dito su Putin e ne
chiede a viva voce la testa. In verità l'Occidente vuole il controllo della Russia e se riesce ad influenzare la successione di Putin avremo altri milioni di chilometri quadrati di territorio che voleranno verso l'area di influenza occidentale. Abbiamo visto che cosa sta succedendo nell'Ucraina diventata protettorato degli USA. Un porto nelle vicinanze di Odessa è stato acquistato da una multinazionale USA.
Dobbiamo aspettarci il peggio. L'Impero lavora notte e giorno contro il mondo e non mollerà la Russia che sta tentando di dilaniare. Gli Usa non vogliono la pace né con il mondo arabo e neppure con la Russia anche se fanno fare le guerre ad altri dal momento che i loro marines tornano a casa in preda a gravi malattie mentali per l'abuso di droghe e per la terribile pressione subita dal loro Esercito di cultura nazista.
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