sabato 31 ottobre 2015
venerdì 30 ottobre 2015
La montagna ed il topolino
La Montagna di Dio ha partorito un topolino piccolo piccolo
La Chiesa resiste imperterrita sulle sue idiosincrasie e concede allo innovatore Bergoglio un contentino piccolo piccolo frutto di quindici giorni di intenso scontro tra i prelati del Sinodo: il divorziato potrà essere riammesso ai sacramento della Comunione caso per caso a giudizio naturalmente insindacabile del prete. Il prete avrà il potere di aprire o richiudere in faccia al divorziato il portone della Chiesa!
Per tutte le altre questioni riguardanti la famiglia manco a parlarne. I gay se lo possono scordare il matrimonio!
Insomma il Sinodo si è abbarbicato al.la tradizione dalla quale non si lascia smuovere anche se Scalfari e Cacciari si sforzano di vedere qualcosa che non c'è e probabilmente non ci sarà mai.
La Chiesa esclude dal sacerdozio e dal suo apparato le donne che pure sono la maggioranza dei suoi fedeli. Le donne non hanno diritti di gestione della Religione. Possono soltanto fare le suore ed essere adibiti a ruoli servili verso i membri maschi dell'apparato come accudire la persona del Papa o dei Monsignori.
Fino a quando la struttura della Chiesa sarà costituita soltanto da preti maschi e sarà piramidale, fino a quando il potere emanerà dallo alto e non dall'ecclesia stessa attraverso una profonda radicale riorganizzazione la Chiesa non si smuoverà dai suoi dogmi incartapecoriti oramai da secoli.
Non c'è proporzione ragionevole tra il bisogno di rinnovamento e le risposte date dal Sinodo che non ha voluto di muoversi se non per qualche millimetro mentre dovrebbe fare chilometri. Ma forse questa Chiesa è quella che più si confa alla fede. Come si fa a continuare ad avere fede a credere in Dio con tutto quello che accade davanti a noi? Guardando le folle sofferenti di innumerevoli uomini e donne scacciati dalle loro case distrutte dalle bombe come si fa a continuare a credere alla esistenza di un Essere Supremo che ci avrebbe creati ed infine ci giudicherà? Quale diritto avrà di giudicarci dopo tutto quello che ci infligge ogni giorno della nostra vita?
La Chiesa resiste imperterrita sulle sue idiosincrasie e concede allo innovatore Bergoglio un contentino piccolo piccolo frutto di quindici giorni di intenso scontro tra i prelati del Sinodo: il divorziato potrà essere riammesso ai sacramento della Comunione caso per caso a giudizio naturalmente insindacabile del prete. Il prete avrà il potere di aprire o richiudere in faccia al divorziato il portone della Chiesa!
Per tutte le altre questioni riguardanti la famiglia manco a parlarne. I gay se lo possono scordare il matrimonio!
Insomma il Sinodo si è abbarbicato al.la tradizione dalla quale non si lascia smuovere anche se Scalfari e Cacciari si sforzano di vedere qualcosa che non c'è e probabilmente non ci sarà mai.
La Chiesa esclude dal sacerdozio e dal suo apparato le donne che pure sono la maggioranza dei suoi fedeli. Le donne non hanno diritti di gestione della Religione. Possono soltanto fare le suore ed essere adibiti a ruoli servili verso i membri maschi dell'apparato come accudire la persona del Papa o dei Monsignori.
Fino a quando la struttura della Chiesa sarà costituita soltanto da preti maschi e sarà piramidale, fino a quando il potere emanerà dallo alto e non dall'ecclesia stessa attraverso una profonda radicale riorganizzazione la Chiesa non si smuoverà dai suoi dogmi incartapecoriti oramai da secoli.
Non c'è proporzione ragionevole tra il bisogno di rinnovamento e le risposte date dal Sinodo che non ha voluto di muoversi se non per qualche millimetro mentre dovrebbe fare chilometri. Ma forse questa Chiesa è quella che più si confa alla fede. Come si fa a continuare ad avere fede a credere in Dio con tutto quello che accade davanti a noi? Guardando le folle sofferenti di innumerevoli uomini e donne scacciati dalle loro case distrutte dalle bombe come si fa a continuare a credere alla esistenza di un Essere Supremo che ci avrebbe creati ed infine ci giudicherà? Quale diritto avrà di giudicarci dopo tutto quello che ci infligge ogni giorno della nostra vita?
Il figlio unico cinese
Il figlio unico cinese
sbagliata fu la decisione di obbligare le famiglie a non fare più di un figlio nel 1979 all'inizio del grande processo di privatizzazione del sistema economico. E' stato un intervento fatale disastroso sulla demografia sia per avere squilibrato i maschi rispetto le femmine sia per non avere tenuto conto dello squilibrio che si sarebbe creato tra le generazioni e quindi della inevitabile senilizzazione a quaranta anni di distanza del Paese.
Ora si dà la facoltà di fare due figli. Decisione moralmente deprecabile e sbagliata come la prima che non avrà nessun effetto perchè la Cina comincia a presentare i problemi di sterilità dei paesi industrialmente maturi sia per la difficoltà delle famiglie a provvedere ad un secondo figlio.
La Cina è una società costruita per creare miliardari e certamente indifferente al benessere della popolazione.
La demografia è una conseguenza del sistema economico. Quello cinese è fatto per raggiungere obiettivi puramente economici proiettati nello scenario mondiale come il PIL.
sabato 24 ottobre 2015
Magistratura e Politica
Magistratura e Politica
Forte tensione tra Magistratura e Politica quasi come ai tempi di Berlusconi. A dire la verità ho l'impressione che il reale oggetto del contendere non venga detto nè da una parte e neppure dall'altra. Non capisco su che cosa litigano e per che cosa e credo che non lo capiscano in molti.
Per quanto mi riguarda se le guarantigie costituzionali per i lavoratori sono cadute senza che la magistratura facesse una sola smorfia di disapprovazione non capisco perchè non debbano cadere anche per i giudici a cominciare dalla inamovibilità e dall'autoamministrazione.
Non condivido come la magistratura si comporta in materia di affidamento di bambini alle case famiglie e come si comporta nella vicenda del lavoro italiano,.
La coraggiosa sentenza di Torino sui morti della Krupp pieno piano viene rosicata dai gradi superiori di giudizio. Inoltre la Magistratura dovrebbe spiegare ancora "Mani Pulite"
L'isolamento in cui è tenuto il giudice Di Matteo ed altri che come lui si battono contro la mafia reca responsabilità anche interne al corpo dei magistrati mentre la eterna latitanza dei capi mafia ieri Provenzano oggi Messina Denaro la dice lunga sulle collusioni dello Stato.
lunedì 19 ottobre 2015
No ai kamikaze
No ai Kamikaze
La vita è un bene prezioso unico irripetibile.La vita dei giovani palestinesi non deve essere sprecata da kamikaze. Il kamikaze è segno di grandissima disperazione e di impotenza. Il suo effetto sulla opinione pubblica è di raccapriccio e non distoglie Israele dalle sue pratiche genocide e vessatorie verso il popolo palestinese. Ho letto che Hamas avrebbe "ordinato" l'intervento di Kamikaze come proseguo della Intifada dei Coltelli. Spero proprio che non venga compiuta una scelta del genere, una scelta che non rafforza ma isola la Palestina.
La Palestina deve trovare il modo di crearsi un esercito addestrato del genere di quello degli Hezbollah che nel 2006 inflissero una durissima sconfitta ad israele uccidendone molti soldati e costringendola a trovare la tregua, una tregua che in qualche modo dura fino ad oggi.
L'Intifada dei Coltelli è stata un disastro per il popolo palestinese che vi ha perso in venti giorni 44 dei suoi giovani più generosi e ha avuto 1800 feriti molti dei quali porteranno per tutta la vita i segni del male subito.
Abu Mazen si fa fotografare assieme al Segretario generale delle Nazioni Unite. Ma a che serve la sua fotografia ed il suo riconoscimento internazionale se il suo popolo è macellato quotidianamente dagli israeliani?
Non si può continuare nella finzione della rispettabilità di una autorità che è più utile ad Israele che al popolo palestinese.
Mi ha colpito la normalità ufficiale che traspare da questa foto ma essa non corrisponde per niente alla condizione del popolo palestinese che è di chi giace nel fondo di un pozzo di disperazione.
domenica 18 ottobre 2015
Basta Intifada Coltelli
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Basta con l'Intifada dei Coltelli
per un rinnovato Partito Comunista Palestinese
Bisogna chiudere subito questa follia suicida della Intifada dei Coltelli. I ragazzi e le ragazze che vi partecipano sono votati a morte sicura perchè è quasi automatico che ad ogni accoltellamento di israeliano corrisponde immediatamente la morte dell'accoltellatore.
Trattasi di operazione folle e suicida che finora ha provocato la morte-suicidio di una cinquantina di ragazzi quasi tutti sotto i venti anni.
I ragazzi della intifada dei Coltelli sono tutti giovanissimi ed inesperti. Molti hanno soltanto sedici anni. Non sono in grado di fronteggiare i soldati israeliani armati di fucili e comunque uomini fatti ed esperti di guerra alla popolazione palestinese.
Per quanto il detonatore della Intifada sia la profonda disperazione del popolo palestinese essa certamente non avviene senza il consenso ed a volte anche l'organizzazione dell'OLP e di Hamas che si sono assunti la responsabilità di un olocausto di sangue spaventoso assieme agli assassini israeliani.
Le uccisioni dei palestinesi avvengono quasi sempre subito dopo l'aggressione ed hanno carattere di punizione. Insomma si dà l'alibi ad israele di massacrare la parte più combattiva delle nuove generazioni palestinesi.
Per questo l'Intifada sarebbe opportuno chiuderla. Non produce risultati di nessun genere tranne quello di trasmettere alla popolazione israeliana un acutissimo senso di pericolo proveniente dai palestinesi.
Non è giusto colpire indiscriminatamente la popolazione israeliana. Gli obiettivi da colpire dovrebbero essere limitati ai soldati ed ai coloni che assassinano i palestinesi. Si deve rispettare la popolazione civile anche se gli israeliani non hanno mai rispettato il popolo palestinese massacrandolo e facendo vivere in un labirintico inferno di controlli e vessazioni.
Con l'Intifada dei Coltelli fallisce la dirigenza Hamas e di Abu Mazen che sembrano avere come loro principale problema quello di conservare il loro potere.
Bisogna dare al popolo palestinese un nuovo organismo dirigente, una partito comunista del genere di quello dei kurdi, un partito capace di generare un esercito all'altezza della guerra partigiana contro l'esercito israeliano.
Il Partito Comunista esiste in palestina fin dal 1919 ma negli ultimi venti anni ha ceduto troppo al consociativismo con la OLP perdendo la sua identità e le sue caratteristiche di partito rivoluzionario che vanno ripristinate.
Fino a quando Abu Mazen ed hamas avranno il controllo della situazione. non solo le cose non cambieranno ma si aggraveranno a danno del popolo palestinese
Giubileo e sciopero
Il Giubileo si porta via il diritto di sciopero
Nei giorni scorsi avevo scritto che mentre il 2015 è stato l'anno della soppressione dell'art.18 con la Job Act il 2016 sarebbe stato l'anno in cui si sarebbe tolto agli italiani il diritto di sciopero. Sbagliavo. Il diritto di sciopero è già stato messo in lavorazione dal governo che prevede di sopprimerlo proprio entro il 2015 mandandolo a fare compagnia alla Job Act.
La scusa sarà il Giubileo e l'esigenza di assicurare i servizi ai tanti pellegrini che affluiranno a Roma. Giubileo imposto dalla Chiesa allo Stato italiano il quale dovrà soltanto affrontarne le spese e cercare di gestire la situazione della capitale che diventerà molto difficile per i suoi cittadini.
Il termine prescelto per attaccare il diritto di sciopero è soft: moratoria. Non so se si chiederà ai sindacati oppure se si farà senza chiedere niente a nessuno ma il governo imporrà una moratoria che ci possiamo giurare continuerà ben oltre il Giubileo.
Il compito di toccare il polso del paese in vista di questa vitale "riforma" verso un regime autoritario post ma molto post democratico è toccato al ministro Del Rio, il sessantenne con il ciuffetto sbarazzino ben introdotto negli ambienti della Chiesa e della Confindustria.
Moratoria secondo Treccani
moratòria
Vocabolario on line
moratòria s. f. [femm. sostantivato dell’agg. moratorio]. –
1. Nel linguaggio giur., sospensione della scadenza delle obbligazioni in genere, e spec. di quelle pecuniarie, disposta con provvedimento legislativo, in via eccezionale e con riferimento a eventi straordinarî tali da turbare il normale svolgimento dei rapporti economici e sociali.
2. Per estens., nell’uso giornalistico, interruzione a tempo indeterminato, in partic. con riferimento ad attività che sono oggetto di controversia politica, anche in campo internazionale: proporre una m. all’esportazione di armi; m. degli esperimenti nucleari nell’atmosfera; m. nucleare, cessazione della produzione di armi nucleari decisa da uno stato (m. unilaterale) o auspicata per tutte le potenze internazionali.
Pubblicità
Sinonimi e Contrari
moratoria
/mora'tɔrja/ s. f. [femm. sost. dell'agg. moratorio]. - 1. (giur.) [sospensione della scadenza di un'obbligazione, spec. di quelle pecuniarie: ottenere una m.] ≈ sospensiva. ‖ differimento, dilazione, proroga, rinvio. 2. (estens.) [l'interrompere a tempo indeterminato: m. degli armamenti] ≈ interruzione, sospensione....
T
Nei giorni scorsi avevo scritto che mentre il 2015 è stato l'anno della soppressione dell'art.18 con la Job Act il 2016 sarebbe stato l'anno in cui si sarebbe tolto agli italiani il diritto di sciopero. Sbagliavo. Il diritto di sciopero è già stato messo in lavorazione dal governo che prevede di sopprimerlo proprio entro il 2015 mandandolo a fare compagnia alla Job Act.
La scusa sarà il Giubileo e l'esigenza di assicurare i servizi ai tanti pellegrini che affluiranno a Roma. Giubileo imposto dalla Chiesa allo Stato italiano il quale dovrà soltanto affrontarne le spese e cercare di gestire la situazione della capitale che diventerà molto difficile per i suoi cittadini.
Il termine prescelto per attaccare il diritto di sciopero è soft: moratoria. Non so se si chiederà ai sindacati oppure se si farà senza chiedere niente a nessuno ma il governo imporrà una moratoria che ci possiamo giurare continuerà ben oltre il Giubileo.
Il compito di toccare il polso del paese in vista di questa vitale "riforma" verso un regime autoritario post ma molto post democratico è toccato al ministro Del Rio, il sessantenne con il ciuffetto sbarazzino ben introdotto negli ambienti della Chiesa e della Confindustria.
Moratoria secondo Treccani
moratòria
Vocabolario on line
moratòria s. f. [femm. sostantivato dell’agg. moratorio]. –
1. Nel linguaggio giur., sospensione della scadenza delle obbligazioni in genere, e spec. di quelle pecuniarie, disposta con provvedimento legislativo, in via eccezionale e con riferimento a eventi straordinarî tali da turbare il normale svolgimento dei rapporti economici e sociali.
2. Per estens., nell’uso giornalistico, interruzione a tempo indeterminato, in partic. con riferimento ad attività che sono oggetto di controversia politica, anche in campo internazionale: proporre una m. all’esportazione di armi; m. degli esperimenti nucleari nell’atmosfera; m. nucleare, cessazione della produzione di armi nucleari decisa da uno stato (m. unilaterale) o auspicata per tutte le potenze internazionali.
Pubblicità
Sinonimi e Contrari
moratoria
/mora'tɔrja/ s. f. [femm. sost. dell'agg. moratorio]. - 1. (giur.) [sospensione della scadenza di un'obbligazione, spec. di quelle pecuniarie: ottenere una m.] ≈ sospensiva. ‖ differimento, dilazione, proroga, rinvio. 2. (estens.) [l'interrompere a tempo indeterminato: m. degli armamenti] ≈ interruzione, sospensione....
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